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ANITA BRYANT: STORIA DI UNA PAZZA
post pubblicato in Donne al bivio, il 8 febbraio 2009




Anita Jane Bryant nasce a Barnsdall (Oklahoma) il 25 marzo del 1940. La sua è una famiglia perfetta, almeno fino alla nascita di sua sorella Sandra, momento in cui il diavolo si insinua tra le mura di casa sua, e fa sciogliere la sacra unione dei suoi genitori. Ed è divorzio.

Così Anita e Sandra vengono cresciute dai nonni, ed è proprio grazie a loro che Anita prende la mano di Dio. A soli due anni suo nonno le insegna a cantare l’inno cristiano Jesus Loves Me, ed in questo momento Anita capisce di avere l’X-Factor. Inizia ad esibirsi in piccole manifestazioni locali, nonostante il parere contrario del padre, e capisce che Dio ha scelto per lei il mondo dello spettacolo.

Nel 1958 all’età di 18 anni Anita sceglie la bellezza profana, e viene eletta Miss Oklahoma. Una bellezza fuori dal comune, che la porta l’anno successivo al secondo posto del concorso Miss America. Ed è solo l’inizio.

Grazie alla popolarità raggiunta Anita abbandona tentazioni demoniache e la nullità di una volgare esibizione del corpo, per riscoprire il suo vecchio amore per la musica. Riesce a strappare così un contratto con la Carlton Records e nel 1959 esce il suo primo Lp Anita Bryant. Ed è subito successo. Una sequela di canzoni divengono note al pubblico americano e ben 11 pezzi entrano nella top 100. Da Till There Was you e Do-Re-Mi, fino a Little Things Mean a Lot, Anita è sempre più amata dal suo pubblico.

Inizia così a sfruttare la notorietà, divenendo portatrice di valori sani, di famiglia fondata sul modello cristiano. Si sposa, ha due splendidi bambini, e diviene la dimostrazione di quanto la donna repubblicana perfetta degli anni sessanta sia il sogno di tutte le casalinghe disperate americane.

Diviene così testimonial per la spremuta d’arancia, e le sue qualità benefiche. Ma allo stesso tempo anche altre aziende, come la Coca Cola, la scelgono come protagonista dei loro spot.

Successo in famiglia, successo di pubblico, la perfezione è stata raggiunta. Dio è accanto a lei, e questo Anita lo sa. Ma nella sua vita manca qualcosa, sente di avere ancora qualcosa di importante da dare.

Nel 1977 nella Contea di Miami-Dade viene approvato un decreto che elimina tutte le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale. Anita sente la chiamata di Dio, e forte della sua fede evangelica, oltre che del consenso del suo pubblico, decide di scendere in piazza e guidare una rivolta per il ripristino della moralità e della decenza. Crea il movimento cristiano fondamentalista “Save our children”. L’obiettivo di Anita è quello di allontanare il demonio (l’omosessuale) dall’idillio della vita familiare. Proteggere i bambini delle famiglie americane dalla minaccia gay, dall’incubo di questo mondo di perversione sodomita. Dichiara: “NON ODIO GLI OMOSESSUALI, MA COME MADRE, DEVO PROTEGGERE I MIE FIGLI DALLA LORO INFLUENZA NEGATIVA”. Riesce così a raccogliere 75000 firme e far abrogare la legge. Ma non si ferma qui. Parte come una leonessa a bordo di un carro infuocato e continua il suo processo di evangelizzazione della California. L’obiettivo è quello di appoggiare Jason Briggs nella Proposition 6: una legge per permettere il licenziamento di tutti gli insegnanti dichiaratamente gay.

Inizia una dura battaglia. Anita muove le tv e le radio, cercando appoggi e visibilità. Le sue dichiarazioni sono durissime, la gente la acclama, la comunità gay la contesta fortemente ma ne è allo stesso tempo terrorizzata. In un’intervista la Bryant prende addirittura una torta in faccia. Ma non basta, lei vincerà, e si inizierà con una nuova repressione contro i gay.

Ma anche la comunità gay ha il suo Dio. Quello che non si legge nei vangeli, quello che non si appende al muro, quello che non punisce, ma aiuta. Si chiama Harvey Milk, il primo politico dichiaratamente gay, pronto a darle battaglia. Una dura lotta, tra cristiani e laici, tra repressione e libertà, tra odio e amore. Anita vuole combattere il demonio a tutti i costi, ma nel novembre del 1978 perde clamorosamente la sua battaglia, e la legge non viene approvata.

Un salto nel buio, una lotta senza esclusione di colpi che la porta via via alla deriva. La sua carriera musicale inizia a declinare, divenendo solo oggetto di scherno da parte della comunità omosessuale e non. Da diva a personaggio trash, da madre esemplare a vecchia bigotta razzista, da donna del focolare a legno bruciato. Anita cade nel baratro, ed insieme a lei cadono i sogni di felicità. Divorzia dal marito col quale ha avuto 4 figli.

Ma Dio è ancora con lei, lo crede, lo spera ancora. Così tra gli anni ottanta e i novanta passa dal Missouri all’Arkansas, tentando di tornare agli antichi splendori. Cede anche al peccato di un secondo matrimonio, ma non riesce a ritrovare la felicità perduta. Al di là di qualche piccolo canto sacro e qualche ospitata da balera, di lei non resta che il ricordo sbiadito della donna di successo che è stata. Perde la forma fisica, la dignità e la notorietà. Nel 2001 dichiara definitivamente fallimento. Poi più nessuna notizia, se non qualche ricordo... 

Oggi è per lo più considerata una cantante mediocre e una pazza scatenata.

Anita Bryant: voto 0, chi semina vento raccoglie tempesta.


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LEONA Helmsley: LA REGINA DEL MALE
post pubblicato in Donne al bivio, il 23 agosto 2007


 

Leona Mindy Rosenthal nasce a Marbletown (New York) nel 1920, da una famiglia di immigrati ebrei, suo padre è un cappellaio.

Già da adolescente capisce che la sua vita non può essere noiosamente ordinaria: decide di cambiare cognome in Roberts e diviene modella per le sigarette Chesterfield. In seguito si diletta a farel’agente immobiliare.

In realtà la vita di Leona procede in maniera piuttosto normale, restando un'agiata borghese fino al giorno del suo terzo matrimonio, quello con Harry il B. Helmsley, multimilionario del bene immobile. I due si sposano nell'aprile del 1972.

Ben presto Leona è capace di trasformare un uomo ricco in un uomo ricchissimo: sotto la sua influenza Harry trasforma le proprietà in condomini a 5 stelle. Inizia a svilupparsi una vera e propria catena alberghiera, da Manhattan alla Florida.

Nel 1982 Leona perde il figlio Jay, avuto dal primo marito, divenendo ancora più arcigna e attaccata al denaro. Fa di tutto per impossessarsi del patrimonio, maltrattando la nuora e beccandosi una condanna per aggressione.

Divenuta presidente del gruppo alberghiero, grazie ad una serie di mosse astute, , riesce ad accumulare una patrimonio stimato in circa 2 miliardi e mezzo di dollari.

Ma nonostante la ricchezza che ama ostentare indossando una preziosa tiara di fronte agli obiettivi dei fotografi, la Helmsley non si fa scrupolo nel chiedere sconti su qualunque acquisto e diviene famosa per non pagare i lavori che commissiona.

Ma è lo scandalo del 1989 a farle vincere il titolo di "queen of mean": viene condannata a 4 anni di carcere per avere evaso oltre un milione di dollari in tasse. "Le tasse le paga la gente di basso rango, non io" afferma commentando la vicenda. E riesce a farsi scontare anche la pena: passa dietro le sbarre solo 21 mesi.

Alla giuria urla sfacciatamente: “Tranquilli, non ho nient’altro da perdere io, dopo che ho già perso la mia verginità” ( come a dire che la multa inflitta siano poco più che bruscolini).

Ad un cronista che la intervista sul suo hotel risponde: “Carino non è un hotel, sono ben sei esempi di vero lusso a livello mondiale”.

Rispedisce alla faccia del mittente un mazzo di fiori offerti da un venditore cinese: VATTENE VIA, SPARISCI CHE NON SEI NEANCHE AMERICANO!”. Una frase capace di mostrare il suo disprezzo verso le minoranze, tra cui il manifesto odio per i gay.

Episodi che neppure i milioni di dollari donati in beneficenza dalla Helmsley le consentiranno di cancellare il titolo di REGINA DEL MALE.

Leona si è spenta qualche giorno fa all’età di 87 anni. Che riposi in pace.


DA “LA STAMPA” del 22/8/2007 le pillole di “cattiveria sociale”pura

“Noi ricchi? Le imposte non le paghiamo. E’ una cosa che fanno solo i piccoli borghesi”

“ Se quel cameriere non mi porta lo scontrino nell’apposito astuccio dovrà trovarsi un altro lavoro”

“ Questa cameriera è una sciattona! Che qualcuno la mandi subito fuori da questo posto!! VIA! VIAAAAA!!!!”

“ Dovrei pagarlo e dargli lavoro perché ha sei figli?? E perché non ci ha pensato quando si tirava giù i pantaloni?”

 
LEONA Helmsley detta LA REGINA DEL MALE: VOTO 10 E LODE

*per i contenuti di questo post si ringrazia LA CONTESSA PIERA DI MONTEMARIO.




permalink | inviato da serpenta il 23/8/2007 alle 13:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
LA CONTESSA ERSEBET
post pubblicato in Donne al bivio, il 1 agosto 2007



Elisabeth Barthory nasce nel 1560 in Transilvania, dal matrimonio di Gyorgy Bathory Ecsendy e Anna Bathory Somlyoi, direttamente imparentati con i regnanti di Polonia.
L'infanzia di Elisabeth non è semplice: suo fratello ha strane perversioni sessuali, suo zio è un adoratore del demonio, mentre sua zia è una lesbica appassionata di magia nera. E soprattutto, suo nonno abusa sessualmente di lei fino ai dieci anni di vita. In compenso Elisa riceve un'istruzione superiore a quella delle altre bambine, impara prestissimo il greco e il latino, ma in cambio di disturbi mentali molto seri.

A soli quindici anni viene promessa in sposa al ricco tredicenne Ferenc Nadasdy. Elizabeth, tra gli altri regali di nozze ricevuti dal ricchissimo marito ottiene anche  il castello di Cachtice, con i diciassette villaggi circostanti, era una rocca immersa  nell’oscurità dei boschi d’Ungheria.
La contessa Bathory, dopo dieci anni di matrimonio, ha già dato alla luce quattro figli.


Ma il matrimonio è l'inizio della fine.
La contessa viene lasciata continuamente sola nel suo immenso castello, ed inizia a sconfiggere la noia praticando magia nera, grazie al servo Thorko, col quale si concede una lussuriosa scappatella. Il marito la perdona, ma iniziano a divenire sempre più aspri i litigi con la suocera, insopportabile impicciona.
Nel 1603 Ferec muore improvvisamente, a causa di una grave malattia. Elisabeth resta sola, ricca, e completamente fuori di cervello. Per prima cosa caccia dal castello la suocera ed inizia a dedicarsi totalmente alla magia nera.

Arriva il periodo delle torture. L'instabilità mentale della contessa viene interamente sfogata contro le serve, costrette a subire sevizie di ogni tipo: tra le preferite di Elisabeth c’è quella di dare fuoco a pezzi di carta infilati tra le dita dei piedi delle ragazze, oppure il far stringere in pugno alle sue serve delle monete arroventante in modo da  lasciare loro gravi ustioni. E non solo: quando ha la sensazione di essere stata derubata da una delle sue sfortunate aiutanti, la fa cospargere interamente di miele e la fa legare ad un albero nelle profondità del bosco in modo da attirare lì insetti e animali, lasciandola morire divorata. Altre volte cuce la bocca con ago e filo alle presunte bugiarde o le tortura infilando loro aghi sotto le unghie.
Ma la pratica più terribile della contessa resta quella di bruciare la parti intime delle serve con una candela per puro divertimento. 

Elisabeth scopre ben presto il piacere del sangue. Un giorno qualunque una serva la sta pettinando, e si scontra per errore con un nodo tra i capelli della contessa, causandole un po' di dolore. La contessa inizia ad urlare e a picchiare la serva con la spazzola, in maniera sempre più violenta, fino a sfigurarle il viso. Sporca di sangue, inizia a credere di avere una pelle più luminosa e liscia, cominciando a vedere il sangue di una vergine come un rimedio sublime contro la vecchiaia. Inizia il massacro della CONTESSA ERSABET. Fa rapire centiania di ragazze nei villaggi circostanti, promette loro un lavoro nel castello, e puntualmente le massacra. A volte si sdraia sotto il corpo appeso della giovane, sgozzandola e bevendo il suo sangue. Altre volte lascia le sue vittime addormentarsi su punte di ferro fino a restare infilzate.

Fortunatamente un giorno una presunta vittima riesce a fuggire dal castello, grazie all'aiuto di alcuni servi, e a confessare tutto a Mattia II che invade il castello con le sue truppe, scoprendo queste terribili verità.
Nel 1610 la pazza viene arrestata, e dopo un inquietante processo, condannata a morte: nel 1614 viene murata viva.

 CONTESSA ELISABETH BARTHORY: VOTO: N.C.




permalink | inviato da serpenta il 1/8/2007 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
OLGA DE SOUZA alias CORONA
post pubblicato in Donne al bivio, il 4 giugno 2007




Olga de Souza
nasce a Rio De Janeiro, Brasile, il 16 Luglio del 1968. Olga cresce in una famiglia benestante, senza sofferenze e favelas, né tantomeno stenti e malavita. Segue il suo percorso di istruzione e finisce per lavorare in una banca, la Caixa Economica Federal di Rio.
Una vita apparentemente normale, quella che molte ragazze sognano, ma quella che non rende felice lei, dotata di "spiccate"(?) doti canore e voglia di arrivare. Una vita regolare che cambia il giorno in cui viene illuminata dalla stella più famosa del Brasile, il calciatore Pelè. Le consiglia di lasciara il Brasile e di  trasferirsi in Italia, per cercare di emergere come cantante.

E così Olga, carica di sogni e speranze, nel 1991 si trasferisce in Italia e cerca di mantenersi facendo l'insegnante di Lambada. Ben presto entra in contatto con un progetto musicale cui stanno lavorando autori importanti, tra cui Ivana e Theo Spagna, in cerca di una "frontwoman" che possa fare la figurante delle loro canzoni.
Olga inizia a darsi il nomignolo di Corona,  accettato dallo staff, che la scrittura come figurante della vera hit degli anni 90. E' il 1994 quando in mezzo mondo esplode The Rhythm of The Night. La canzone in poche settimane scala tutte le classifiche, arrivando prima in Inghilterra e approdando persino in America, grazie ad un tour mondiale. E sebbene sia la stessa Corona ad interpretare i brani dal vivo, la sua voce in studio è data dalla celebre cantante italiana Jenny B. Dal 1995 sarà invece Sandy Chambers a cantare per lei. Entrambe le cantanti sono specializzate come vocalist da discoteca.

Tanti saranno i successi che seguiranno nel corso degli anni, da Baby Baby a Try Me Out e The Power of Love. Nel 1996 Corona arriva addirittura a presentare un'edizione del FestivalBar.
Ma come ogni favola che si rispetti, la carriera delle venere nera volge piano piano al termine, insieme all'inesorabile crollo della musica dance. Decide così nel 2000 di dedicarsi alla bossanova brasiliana, con un discreto successo in Inghilterra.

Nel 2006 torna di nuovo in Italia, in cerca di successo con Back In Time, questa volta singolo registrato con la propria voce, e gli effetti non sembrano incoraggianti. Il singolo resta nelle bacheche dei pochi collezionisti (la mia) e nei cestini tra gli avanzi.

Ora Corona sembra di nuovo dispersa, apparirà presto in una puntata di Chi l'ha visto?.

Olga de Souza - Corona: VOTO: SCOMPARSA.




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DONNE AL BIVIO - THE INCREDIBLE LIFE OF ROSEMARY ALTEA
post pubblicato in Donne al bivio, il 15 marzo 2007




Rosemary Altea nasce e cresce nell'Inghilterra degli anni 40, in una famiglia borghese, chiusa, pressante, attenta al bon ton ed all'educazione. Fin da piccola qualcuno nota che in quella bambina c'è qualcosa di strano, è una bambina speciale. Ma nulla di più.

 

L'anima di RoseMary inizia ad uscire fuori quando è adolescente, quando scopre di avere "Un dono", quello di vedere i morti. Ma di cosa si tratta? E' una disgrazia, o è forse una fortuna? Perché proprio a lei? E così, la giovane Rose decide di confidare il proprio segreto alla severa madre, che per tutta risposta reprime queste sciocche fantasie adolescenziali e impone a Rose di smetterla di fantasticare e di dedicarsi ai propri studi.

 



Ma è negli anni settanta che succede qualcosa: RoseMary viene abbandonata dal marito, e esta sola con una bambina di dieci anni. Incontra Aquila Grigia, la sua guida spirituale, e comprende per la prima volta che tutto ciò che ha sempre visto è davvero un DONO.

Decide così di pubblicare il suo primo Libro "L'aquila e la rosa". Finalmente RoseMary ha apito che può comunicare con l'aldilà, che le persone morte si servono di lei per comunicare col mondo dei vivi, come nel migliore dei film horror. E non solo. RoseMary giunge alla conclusione che siamo tutti spiriti venuti sulla terra per imparare. Finalmente Rose sa di avere la chiave del suo successo.
 

Oggi RoseMary ha pubblicato 5 libri (l'ultimo uscirà a maggio), partecipato a centinaia di trasmissioni televisive (chi non ricorda le sue ospitate al Costanzo?), creato un impero economico con sedi in tutto il mondo (anche se si dice che lavori per offerta) e soprattutto, visto migliaia, forse milioni, di morti. E così, da piccola educanda borghese dell'Inghilterra anni 50, è divenuta una vecchia megera sfondata di soldi.





ROSEMARY ALTEA: VOTO: 8




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DONNE AL BIVIO: NANCY DELL'OLIO
post pubblicato in Donne al bivio, il 5 ottobre 2006



Nancy Dell’Olio nasce a New York 45 anni fa, tenendo tuttavia segreta e non confermando la sua “giovane età”. Nata da genitori italiani, ben presto si trasferisce con la sua famiglia in Italia, a Bisceglie, dove si laurea in giurisprudenza. Ma l’Italia le sta stretta così decide di lavorare in uno studio legale di New York. A cavallo tra Italia e Stati Uniti, Nancy si sposa, conducendo una vita non certo modesta, ma sicuramente abbastanza regolare.Ha un sogno: fare la ballerina. Ma La Scala non apre le porte ai pezzi di legno. Così tra una causa e l’altra, continua a sognare.

Ben presto però qualcosa cambia: Sven Goran Eriksson, ex allenatore di Lazio e della nazionale inglese, decide di andare direttamente a  casa della futura starlette e chiederla in sposa al marito.

Inizia una relazione durata 8 anni, che ha reso la Dell’Olio una first lady del calcio. Una donna, che di colpo, si ritrova innamorata di un uomo che straccia l’universo femminile, avvalendosi del potere economico e della nomina di latin lover. E sebbene il fisico dell’allenatore svedese non sia dei migliori, Nancy da subito è costretta a combattere due nemici: il gossip inglese e le fiamme del compagno. Piombano interviste, commenti, cattiverie, pettegolezzi di ogni tipo. La stampa inglese si accanisce contro la povera Nancy, accusandola di essere la causa del poco mordente della nazionale, e soprattutto di essere la principale distrazione di Sven Goran. Ma lei, nonostante avvenenza e stile da oca chic, riesce ad incassare con classe tutti i colpi che le arrivano da fuori. Un po’ meno quelli che arrivano direttamente dalla sua relazione con Sven: dal poco che lascia trasparire si tratta di un uomo glaciale, che prende in mano le redini del gioco, che la comanda, che la sottomette. Nonostante questo lei è perdutamente innamorata, e decide di andare avanti. Ma tra un momento di crisi e l’altro, Nancy e Sven Goran arrivano alla frutta. La relazione finisce, Sven si ritira nel suo mondo calcistico, accompagnato da nuove fiamme e Nancy finisce sedotta e abbandonata. E soprattutto, senza più l’attenzione dei media. Cosa fare? Si inventa un nuovo personaggio e decide di affrontare il mondo. O forse decide di entrare a far parte della parte più trash della tv italiana: il reality show.
 
Oggi Nancy Dell’Olio appare lì, parte integrante della giuria dell’ISOLA DEI FAMOSI, lontana dal vecchio amore, ma così tremendamente enigmatica e bambolina affascinante. Oggi osserviamo Nancy accavallare le labbra come una Marini di sabato sera, ed evocare il “Fascino” di una Bellucci da festival di Venezia.

Risultato? Continuiamo a chiederci se C’E’ O CI FA.
 
NANCY DELL'OLIO: VOTO: 6 (per la fiducia)




permalink | inviato da il 5/10/2006 alle 1:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
DIAMOCI UN TAGLIO: LA VERA STORIA DI LORENA BOBBIT
post pubblicato in Donne al bivio, il 15 maggio 2006



Lorena Leonor Gallo
nasce a Bucay, in Ecuador, nel 1970.
Una normale bambina che cresce sognando il matrimonio, e che nel Giugno del 1989 sposa il neworkese John Wayne Bobbit.
Un matrimonio fatto di alti e bassi, gioie e dolori, ma che sfocia nella più comica tragedia coniugale che si ricordi.
E' il 23 Giugno del 1993 quando Lorena è costretta a subire per l'ennesima volta le violenze del proprio uomo, che la possiede e la violenta, sfogando i suoi istinti sessuali verso una donna per niente accondiscendente. Il rapporto viene consumato freddamente e velocemente... 
Ma poco attimi dopo l'apparente idillio coniugale sfocia nella pazzia sfrenata. Nel cuore della notte Lorena approfitta del sonno profondo nel quale è caduto il marito, prende un coltello da cucina, abbassa gli slip, e dà una bella accettata al pene che poco prima aveva violato la sua intimità. In preda al delirio e con l'arnese del marito in mano, Lorena si allontana dalla casa in automobile, scaraventando il pezzo di "carne" per strada.
Saranno i soccorritori a recuperare il pene dell'uomo tra l'erba (accuratamente riattaccato) e poco lontano una Lorena in pieno delirio psichico. Tutti i giornali le daranno un'ampia visibilità e una popolarità senza fine, ottenendo involontariamente una schiera di mogli fans che ancora oggi condividono a pieno il gesto dell'ecuadorena.

Nel 1994 ha luogo il processo che vede Lorena accusata del malizioso taglio, ma che non viene ritenuta colpevole dalla giuria, causa momentanea incapacità di intendere e di volere. Dovrà comunque scontare una pena di 45 giorni in un ospedale psichiatrico.

Nel 1995, dopo 6 anni di matrimonio, Lorena Bobbit divorzia dal marito e abbandona il terribile cognome dell'ex coniuge. 
TUtto concluso, seppur quella notte diviene indimenticabile. Dopo l'incidente John gioca sul paradosso e diviene un attore porno di film che hanno un discreto successo (Frankenpenis , John Wayne Bobbitt … Uncut).

Lorena continua a seminare vittime: nel 1997 sua madre, Elvia Gallo, la accusa di averle dato un pugno mentre stava guardando la TV, ma anche questa volta Lorena riesce a farla franca.

Oggi di Lorena non si sa nulla, ma resterà per sempre la paladina della giustizia, colei che ha dato un taglio alla brutalità maschile, casalinga disperata in cerca di fama e soprattutto, vera icona della ribellione femminile.


Lorena Bobbit: Voto: 8




permalink | inviato da il 15/5/2006 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
LA PECCAMINOSA STORIA DI MONICA LEWINSKY
post pubblicato in Donne al bivio, il 20 aprile 2006



Monica Lewinsky
nasce il 23 luglio 1973 a San Francisco, da una famiglia benestante di ebrei tedeschi. Suo padre era di El Salvador, mentre sua madre un'immigrante russa. Monica è fin da piccola ambiziosa, e come tutti le ragazzine, piena di sogni.

Per pagarsi l'università lavora part time in un negozio di cravatte, poi in una sartoria teatrale, poi in una bigiotteria dal nome profetico di "Ménage a trois".
Ma è dopo la laurea in Psicologia che la sua carriera sembra prendere finalmente il verso giusto. Diviene stagista preso la casa Bianca, proprio sotto la presidenza di Bill Clinton. E' il 1995.

Ma tra una nozione e l'altra, Monica scopre il piacere del sesso orale e delle passeggiate sotto la scrivania... E l'uomo che concede il suo duro pene alle dolci labbra della stagista è proprio Bill Clinton. Una relazione divertente, sensuale, sessuale, ma che presto viene a galla. Scoppia lo scandalo LEWINSKY (SEX GATE).
In origine il caso non doveva essere trattato, ma grazie alla giornalista Gennifer Flowers le dichiarazioni di Monica Lewinsky vengono inserite nel dossier che all'inizio vedeva come vittima PAULA JONES, all'Hotel Excelsior nel 1991. Prima donna scandalo messa a tacere frettolosamente.

E' il 1998 quando inizia un dettagliato processo al presidente. Questa volta la protagonista è MONICA LEWINSKY. Televisioni e giornali impazziscono. Saltano fuori confidenze, interviste e conversazioni registrate (prima fra tutti quella con Linda Tripp)  dalle quali emergono una serie di scioccanti verità.
Ovviamente Bill Clinton si difende dalle accuse come può, mentre Monica ribatte a colpi di spazzola. Emergono divergenti verità, attraverso le quali si apprende che Monica ha praticato del sesso orale con il presidente.

Diversi incontri. Diverse date di inizio. Diversi regali scambiati fra i due. Diverse parole dolci pronunciate. Dichiarazioni che si susseguono e che poi vengono puntualmente smentite, ma che vanno ad affollare il dettagliato rapporto di Kenneth Starr. Ci sono alcune prove schiaccianti, come lo sperma del presidente trovato sull'abito blu di Monica. Alla fine Bill Clinton confessa, c'è stato del sesso orale. Hilary perdona e tenta garbatamente di salvare la faccia di suo marito.
Tutto finito, o quasi. In realtà, la cosa che emerge, è che la povera Monica era davvero innamorata del suo Bill, anche se la trattava come uno stupido oggetto sessuale. Le resta un successo mediatico ingestibile, fatto di ospitate, libri, interviste, fan club, siti internet. Monica diviene un vero fenomeno da baraccone.

Trovatasi coinvolta in una storia che indubbiamente era più grande di lei, per colpa paradossalmente di alcuni puritani sfavorevoli a Clinton, Monica ha dovuto così ridimensionare le sue ambizioni che, come spesso accade ai ragazzi, erano molto alte. Solo che adesso, piuttosto che aspirare ad una carriera politica  o amministrativa, la sua strada si è spostata verso un ambito legato al mondo dello spettacolo, come sta a testimoniare il recente reality-show che molto furbescamente le è stato proposto in America e che Monica ha accettato ben volentieri di condurre. E quanto risulta dalle ultime foto, ha messo su qualche kilo di troppo...
  MONICA LEWINSKY : VOTO : 4




permalink | inviato da il 20/4/2006 alle 19:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
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