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Dove c'è Serpenta, c'è casa.
SE LUI VUOLE DIVENTARE UNA LEI
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 19 maggio 2008



Mario ha 35 anni ed è sposato da 7 con la trentaduenne Cristina. Una coppia apparentemente felice, una coppia normale, il cui sentimento non si è mai spento. Persino a letto i due continuano ad amarsi diverse volte la settimana nonostante il passare degli anni.

Eppure Mario si sente incompleto. Infelice. La sua vita non è ciò che vorrebbe, lui non è ciò che vorrebbe essere. Sì, perchè lui vuole diventare una lei. Mario ha deciso di diventare Amanda, togliendo ogni residuo di mascolinità dal suo corpo, annientando ciò che è stato per 35 anni e trasformandolo in ciò che ora sente di dover essere.
Cristina lo ha saputo ieri, è ancora sconvolta. Suo marito sta per diventare donna, lei non conosce più l'identità della persona che ama.
Mario le ha ribadito il suo amore, dice di non esssere mai stato omosessuale, di non essere mai stato attratto dagli uomini. Vuole semplicemente cambiare il suo corpo. Amanda amerà Cristina, se lei lo vorrà.


In un'epoca in cui l'amore è vittima e carnefice di una moltitudine di forme, quella di Mario può banalmente essere considerata un'omosessualità latente o un drastico cambio di forma?
Mario ha già deciso, Cristina è davanti una scelta che non accetta sfumature.

Si può amare  la stessa persona in un corpo totalmente diverso?
E soprattutto, chiedere di essere amati comunque non è forse una forma di crudele egoismo?



*basato su una conversazione radiofonica

NASCITA DI UN AMORE GIA' SPENTO
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 22 giugno 2007



L’estate è la stagione degli amori: quelli che nascono in spiaggia e durano per sempre; quelli che nascono al tramonto e muoiono all’alba; quelli che nascono sotto il segno di un fuoco rovente e si spengono piano piano in un mare di noia.

Sì, l’estate è la stagione degli amori, nati sotto segni completamente diversi ma capaci alle volte di morire nello stesso identico modo.

Una ricerca ha di recente parlato di una passione di coppia che dura solo 18 mesi. Non in tutti i casi per fortuna.

Se la fine della passione iniziale rappresenta a volte l’inizio di qualcosa di diverso, che unisce ad una passione più mite elementi di tipo affettivo-amoroso, una mia amica ha di recente sollevato una questione.

E’ possibile saltare la fase iniziale per dedicarsi ad una relazione in cui l’attrazione sessuale è spenta già prima di cominciare?




permalink | inviato da serpenta il 22/6/2007 alle 11:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
IL LUOGO PROIBITO
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 28 gennaio 2007




Quando due corpi si uniscono creano una scintilla chiamata sesso. E’ qualcosa che attraversa i sensi, che annebbia la mente, che trasporta il pensiero in un paradiso di piacere.

Spesso, il sesso abbandona le lenzuola, si mette un vestito proibito e dà un morso alla peccaminosa mela di eva. I luoghi del sesso si moltiplicano, deviando lo standard, cercando il nascosto, cercando il pericoloso. Oggi il sesso tra le lenzuola appare obsoleto, e sempre più frequentemente gli amanti cercano nuovi orizzonti. Dalla lavatrice all’angolo della strada, dal bagno dell’aereo alla dark room, dal parco alla spiaggia, dall'auto all'ascensore...


Nell’era in cui due corpi non si bastano più, lo spazio circostante diviene il vero elemento penetrante ed eccitante. E se l’eccitazione pende dalle labbra del luogo proibito, facciamo l’amore con il nostro partner o con la sua proiezione nel luogo del piacere?




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AMORE E DENARO
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 5 ottobre 2006



Il denaro e il sentimento sono le rive opposte del lago chiamato amore. Forse sì, forse no. Nella società dei consumi che avanza, dove ogni progetto costa caro, il denaro può alle volte divenire un fastidioso pungiglione all'interno del rapporto di coppia.
      
Ci sono coppie che nascono per denaro, ci sono coppie che si dividono per mancanza di denaro. Laddove il denaro non interferisce è perchè c'è una quiete di rispetto che regna. Ma siamo disposti a credere che si possa chiamare davvero amore quello che nasce tra chi è troppo ricco e chi davvero non ha un centesimo? E' possibile che il denaro non interferisca in alcun modo? O altresì possibile che un amore finisca per mancanza di denaro?

Tanti quesiti vanno ad intromettersi all'interno delle coppie, scoprendo le lenzuola, scavando tra i pensieri, cercando di cogliere la mela del peccato. Quel peccato è il dio denaro.  Ma se allora molto coppie vacillano per eccesso o totale mancanza di denaro, l'amore si trasforma in un progetto costruito a tavolino? Cosa resta del sentimento primordiale che dovrebbe unire due persone? O è forse l'amore che è costretto a fare i conti con la realtà?

Nel flebile confine tra l'amore e la pura progettualità razionale, che posto occupa il denaro?




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L'AMORE A SENSO UNICO
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 9 giugno 2006


  
L’amore. Cos’è l’amore? Un sentimento, un’apparizione, qualcosa di immaginario, qualcosa di reale, qualcosa di forte o forse l’eterno bisogno dell’uomo di cercare compagnia. Qualsiasi cosa esso sia, possiamo dire che è presente nella vita di tutti, ma non in tutte le relazioni.
     
Coppie che provano una forte attrazione, coppie che trasformano il mentale in qualcosa di estremamente fisico o che sentono una pressione talmente forte da poter parlare di negazione della fisicità. L’amore è in fondo eterogeneo, ed esprimendosi in forme diverse raggiunge il TU e l’IO, laddove due persone dovrebbero amarsi reciprocamente, attraverso un piacevole o alle volte devastante scambio di emozioni.
A volte però l’amore non vive la reciprocità, seguendo un’unica via. Ci ritroviamo soli ed innamorati, persi in uno spazio virtuale senza uscita. O forse, siamo noi a non volerne trovare una.
      
Brancoliamo nel buio, cerchiamo un perché, sappiamo di amare, ci illudiamo di poter essere amati, siamo coscienti che forse il nostro amore viaggerà per sempre a senso unico. Eppure siamo lì, guardiamo negli occhi il nostro partner, forse non ci ama, forse addirittura ci odia. Eppure siamo al suo fianco senza un vero perché. O forse siamo talmente superbi ed egocentrici da sentire di poter amare per tutti e due. Ma ne saremmo davvero  capaci?
       
E se davvero così fosse, l’amore a senso unico sarebbe la più grossa forma di egocentrismo?




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LO CHIAMANO ORGASMO...
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 14 marzo 2006



Orgasmo. Punto di arrivo e punto di partenza, luogo in cui il piacere incontra la sessualità e dove i sensi lasciano il posto ad un dolce appagamento. C’è qualcosa che spinge l’uomo e la donna a migrare verso questo sommo paradiso. Ma forse, il viaggio non sempre è compiuto da entrambi gli amanti. E il sommo piacere diviene negazione.
   
Ma se in un rapporto omosessuale il congiunto arrivo dell’orgasmo è piuttosto palese, è più difficile capirlo in un rapporto eterosessuale, dove entra in gioco la donna stratega. Orgasmo simulato. L’orgasmo può così divenire prerogativa del maschio, che lo ritiene proprietà del suo egoismo, lasciando alla donna le briciole di qualcosa che difficilmente ha il piacere di provare. 
                
Ma è davvero così fondamentale? E tutto il resto? Si tratta di fare l’amore per raggiungere quel punto di arrivo, o il piacere passa attraverso l’interezza del rapporto? Esiste un punto in cui si raggiunge lo stadio del “può bastare” o cerchiamo disperatamente di raggiungere un’unica meta? E soprattutto, questa meta ha la stessa importanza per uomo e donna?

Un rapporto sessuale senza orgasmo è un rapporto incompleto?




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VI DICHIARO MARITO E MOGLIE
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 22 febbraio 2006


        
Matrimonio.
Il sogno di molte ragazze, il coronamento di un amore, l’unione tra due persone che si amano. Sarebbe tutto così fantastico, se la favola non cadesse troppo spesso nel baratro del denaro. Due persone si amano, vogliono vivere insieme, ma perché scelgono di unirsi nel vincolo del matrimonio? C’è chi dice che lo fa per sentirsi più unito, più amato, più felice; c’è chi vuole vivere un giorno da favola senza pensare alle conseguenze; c’è chi invece fa una serie di calcoli e decide che il matrimonio è il mezzo più semplice per ottenere sicurezze economiche.


In una società dove nessuno fa nulla per nulla, e dove gli interessi economici troppo spesso prevalgono sui sentimenti e sulle relazioni tra persone, cosa resta del matrimonio?

Emerge il concetto di convivenza. Due persone possono vivere in una stessa casa, condividere il loro amore, e comunque, non essere sposati. Molte coppie lo fanno. Ma il matrimonio persiste, e a volerlo nella maggior parte dei casi sono le donne. Molte di loro sognano l’abito bianco per tutta la vita, simbolo di purezza, di amore, di felicità. Apparenza o sentimento vero? Amore o convenienza?
 
I
l matrimonio è realtà o eterna utopia?




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AMORE & TEMPO
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 2 febbraio 2006


 
L’amore è un sentimento forte, che può dare e che allo stesso tempo può togliere molto.
L’amore è fatto dalle persone, e le persone hanno dei tempi. Così l’amore è una corsa contro il tempo, l’amore è una sfida che si protrae nel tempo, dilatandosi, e alle volte è qualcosa che si consuma velocemente in un turbine di passione. L’amore è vittima e carnefice del tempo.

Così due anime, due cuori, due corpi, si incontrano, si scontrano e si uniscono. Generano amore.

Ma cosa succede quando i tempi, i modi e i luoghi non coincidono? E se le decisioni / indecisioni dell’uno logorano l’altro?  Quando l’uno cammina dieci passi più avanti dell’altro, bisogna fermarsi ad aspettare o farsi raggiungere?

 
L’amore è capace di trasformarsi in sofferenza, di trasformarsi in un’ansimante rincorsa.  E se soffrire divenisse una terribile normalità contornata da pochi attimi di amore felice?
 
 Prendere o lasciare?




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IL PASSATO CHE SCOTTA
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 16 gennaio 2006


            

Tra un uomo e una donna esiste un passato, e quando l’amore nasce è come un galleggiante in mezzo ad un mare di ricordi. Alcuni persistono, altri restano nell’ombra. Ma a volte, qualcosa di colpo riemerge e si schianta contro una tenue solidità.
 

Il passato è fatto di luci e di ombre, e troppe volte il passato nasconde qualcosa di tremendamente sconvolgente. Il vostro amante perfetto, la vostra moglie per bene… A volte esiste un passato, quello che nessun innamorato vorrebbe sentirsi raccontare... Quello in cui un uomo ha amato un altro uomo e una donna ha amato un’altra donna. E così nel paradiso dell’amore può schiantarsi il ricordo di una relazione omosessuale, nascosta, occultata agli occhi degli altri, ma che diviene costante presenza nel rapporto tra i due innamorati.

E se scopriste che il/la vostro/a partner avesse avuto una relazione gay in passato? 
       

Qualcosa di “normale” o qualcosa che rompe il già flebile rapporto d’amore tra due persone?

Un inaspettato incontro col passato che lascia il vostro amore invariato o qualcosa che mette in luce un aspetto dell’altro\a che non avreste mai voluto vedere?
         

Mettereste in dubbio la sua sessualità o accettereste la possibilità di un amore incondizionato?




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AMORE FINITO O AMORE RICOSTRUITO?
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 28 dicembre 2005


           

Storie che vanno, storie che non vanno. Sensazioni che prendono forma e poi si disintegrano in un mare di detriti. Ma poi dalle macerie qualcosa rinasce, prende di nuovo forma. L’amore rinasce come una fenice. O l’amore naufraga per sempre in un oceano senza fine.

     

Occhi che smettono di incrociarsi, continue discussioni, lui che non sopporta lei, lei che non sopporta lui. Piccoli nei che diventano macchie. Eppure forse qualcosa resta. Qualcosa. E allora cosa fare? Buttiamo via tutto o tentiamo di ricostruire qualcosa? Ciò che si è perso può di nuovo essere trovato? O c’è forse un modo per non perderlo mai?

 

Siamo bicchieri mezzi vuoti, bicchieri mezzi pieni. Siamo con un piede fuori dall’uscio eppure ancora dentro il nostro nido. Siamo disposti a perdere il nostro presente per trovare un nuovo futuro o per risorgere dalle macerie del proprio passato?

 
Quando una storia è davvero finita?




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FELCITA' E AMORE
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 8 dicembre 2005


                     
L'amore e la felcità. A volte si può amare ed essere immensamente felici. A volte, si può amare senza aver mai sentito il sapore della felicità. Infelicità.
Altre volte  c'è un azzurro che ci invade, o almeno, sentiamo di voler illuminare noi stessi e il partner. Una migrazione comune verso il paradiso felice.

     
Ma la felicità prende spesso le sembianze di un piacevole egoismo. Vogliamo essere felici. Vogliamo che l'altro ci renda felici. Vogliamo la nostra sia una vita felice. E l'altro? Possiamo vedere al di là dell'accecante "egoismo del felice" e prepararci a "rendere felice" il proprio partner?  Troppo spesso l'egoismo di un'accecante felicità ci impedisce di capire cosa siamo disposti a dare. E, soprattutto, a cosa non siamo disposti a rinunciare.
       
Sareste disposti a rinunciare ad un pezzo di voi per rendere felice l'altro?




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GELOSIA
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 20 novembre 2005


               
Gelosia
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L'insano desiderio di possedere l'altro. Gelosia. Impossibile controllo totale dell'altro. Gelosia. Sensazione che accieca la mente, pervade il corpo, destabilizza il cuore.
Reazioni. Azioni. Litigi. Gesti. Parole. Frasi. Lettere. Perdita del proprio io, distruzione di ogni capacità di autocontrollo.


Conoscere e appropriarsi del mondo dell'altro per poter soddisfare noi stessi. Intrappolare nella rete il proprio partner. Sentirlo tuo, soltanto tuo. Vivere nella costante sensazione di poterlo perdere. Soffrire in silenzio, e cadere in un oceano senza fine. Genesi dell'insicurezza.
Gelosia che distrugge i rapporti, gelosia che sgretola il concetto di libertà, gelosia che alle volte fa crescere la rabbia e affievolire l'amore. Gelosia pericolosa.
...Eppure gelosia capace di farti amare, possedere, e ancora amare. Gelosia come paura di non poter amare più ciò che di più bello hai tra le mani. Gelosia come sensazione di appropriarti di ciò che forse non sarà mai completamente tuo. Gelosia come gesto d'amore, gelosia che distrugge l'amore. Gelosia ingiustificata, gelosia del sospetto.


    La gelosia è un atto d'amore o di insicurezza?




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LE INVASIONI BARBARICHE DELLA PRIVACY
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 8 novembre 2005


                 

Quando due persone stanno insieme decidono di condividere uno spazio comune, quello delle emozioni. Allo stesso tempo decidono di continuare a mantenere un proprio spazio, quello dei più intimi pensieri e della propria riservatezza. Molto spesso l’uno può invadere lo spazio dell’altro, tentando di abbattere quel muro che divide il proprio io dalla propria lei \ proprio lui. Ci si appropria dello spazio altrui per possesso, per gelosia, o per semplice curiosità.

 

Mancanza di fiducia? Chissà, eppure molto spesso si invade la privacy del proprio partner sbirciando tra i messaggi del telefonino, tra le tasche dei pantaloni, tra i contatti della mail.

Cosa ci spinge ad appropriarci degli spazi altrui? Perché dobbiamo sempre controllare tutto? E’ solo mancanza di rispetto o è mancanza di fiducia?

   
E se voi aveste accesso ad un’area segreta del vostro partner, andreste a sbirciare?




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SERENITA'
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 2 novembre 2005


                       

Siamo tutti attratti da qualcosa. Entriamo in contatto con l’amore, ne siamo coinvolti, a volte ci lasciamo travolgere. Altre volte ancora siamo attratti da una potenziale stabilità, dalla possibilità di stabilire un contatto fisico e soprattutto psicologico con un’altra persona. Questo ci dà sicurezza, e per molti è il lato migliore dell’amore.

 

Ma tutto si trasforma, anche i rapporti. C’è un fuoco che si accende quando le relazioni iniziano e che è difficile mantenere. A volte resta, a volte si spegne. Ma cosa accade quando la fiamma cessa di esistere? Il rapporto muore o si trasforma? L’amore lascia il posto alla serenità? Se stiamo bene con l’altra persona, ma non sentiamo più quel fuoco ardere dentro il nostro cuore, ha senso continuare la storia? Serenità come trasformazione di qualcosa o l’incapacità di accettare la fine di un’amore?

 

 LA SERENITA’ E’ LA TOMBA DELL’AMORE?




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DARE O NON DARE?
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 27 ottobre 2005


                  

Un incontro fulminante, uno sguardo che cattura i nostri occhi e li porta lontano dal comune visibile. Attimi indimenticabili, sensazioni uniche, emozioni indescrivibili. E’ una persona speciale, forse è la persona giusta, è un pezzo raro, un momento fortunato della nostra vita. E’ il momento in cui abbiamo incontrato l’uomo della nostra vita. Eppure lo conosciamo da così poco… ma in fondo cosa importa? E allora buttiamoci, diamo tutto, sopportiamo il dolore, nascondiamo la rabbia, e soprattutto amiamo. Amiamo senza sapere di essere amati, amiamo perché sentiamo di dover amare.

 

All’improvviso tutto finisce, ti accorgi di essere soltanto uno dei tanti. Lui non ti cerca più, lui a stento ricorda il tuo nome. Ma in fondo tu sai che quei momenti sono indimenticabili, che quello che hai vissuto era davvero speciale… in fondo lo amavi… Ma lui? Lui amava te? Probabilmente no, probabilmente la distanza tra ciò che davi e ciò che ricevevi era davvero abissale. Amavi qualcuno che ora ti ha inserito nelle ultime pagine del libro dei ricordi. Per lui era un gioco. Per te era amore.

 

Nella distanza che intercorre tra il dare e il ricevere, tra l’amare e l’essere amati, tra momenti speciali e banali distrazioni sentimentali, quanto siamo disposti a dare in amore? E se i nostri sentimenti sono un granello di sabbia in mezzo ad un oceano, è giusto confessarli all’altra persona?

 

Amare significa dare incondizionatamente?



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AMORE E SESSO
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 20 ottobre 2005


       
L’amore e il sesso: binomio inscindibile o duplice strada verso il piacere? C’è o ci può essere una strada che si unisce a partire da un bivio. La coppia, l’amore, due amanti. Possono stare insieme e unire le due cose attraverso ciò che comunemente chiamiamo “fare l’amore”.
Ma è possibile in un rapporto di coppia provare sensazioni di piacere sessuale estremo eppure essere dolcemente innamorati, o è solo un’illusione? E allora perché si cerca l’altro? Perché si ricorre al tradimento per trovare il piacere e si ritorna a casa nella speranza di trovare amore? Ho sentito dire, forse troppo spesso, che l’amore è una cosa, e che il sesso e il divertimento un’altra. Tradire puntualmente con persone diverse, eppure tornare lì, dal proprio partner come se nulla fosse accaduto. E’ l’incapacità di stare soli o il crudele destino di un amore che col tempo porta via con sé ogni desiderio sessuale?
         
Amore e sesso possono viaggiare su strade parallele?




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PERVERSIONI
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 13 ottobre 2005


            
C’è un demone sotto la pelle che fuori esce dal dolce strato di zucchero che occulta i sapori piccanti. Esiste la possibilità che il nostro partner abbia bisogno di “altro” per eccitarsi, di “altro” per raggiungere l’orgasmo, di “altro” per sentirsi appagato sessualmente.

 

E’ possibile scoprire nel partner un instabile bisogno di peccare. Le parole dolci possono lasciare il posto a desideri nascosti che come un’onda possono travolgerci. C’è un bisogno di “stranezza” che emerge, c’è un bisogno di sfidare le regole comuni del sesso, di giocare ad un gioco che stravolge i canoni dell’amore e si nutre dell’istinto animale.

 

Dal sadomaso alle orge, dal feticismo alle pratiche sessuali più estreme e criticabili. C’è una personalità nascosta che a volte emerge e coglie di sorpresa. Ma è giusto confessare strani desideri sessuali al partner? E quanto può essere scioccante tale sorpresa? E se il sesso solo fosse un piacevole gioco, fino a che punto siamo disposti a giocare?

   

Quando il gioco diviene perversione?



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CHIODO SCACCIA CHIODO
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 3 ottobre 2005


                    
Quando una storia finisce l’amore crea un bivio in fondo al cuore. C’è la strada più dura e disperata, quella che va verso la depressione, il pianto, il dolore, il senso di soffocamento. C’è poi la più facile reazione, quella della finta indifferenza. Nel secondo caso decidiamo, alle volte, di affidarci alla tecnica del cosiddetto CHIODO-SCACCIA-CHIODO. Cerchiamo lì per la strada il primo sconosciuto che possa farci dimenticare tutto, che possa riempire le nostre giornate, o che possa semplicemente spegnere i ricordi. E’ solo un’inutile via di fuga?
 

Ci si frequenta, si fa sesso, si ride, si dimentica. O almeno, si tenta di dimenticare. Ma di fronte a noi c’è una persona, che molto spesso, può non essere un semplice diversivo. Ci sono delle emozioni, ci sono degli sguardi, delle parole, delle emozioni. E’ solo desiderio di fuga o qualcosa di più? E’ solo chiudere gli occhi di fronte al presente-passato o aprirci a nuove emozioni? Possibile che ciò avvenga così presto?

Ma allora un chiodo-schiaccia-chiodo può divenire AMORE?




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IL "NON DETTO"
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 27 settembre 2005


              
Ti chiama il tuo ex, rispondi, chiacchieri, in fondo che male c’è? Il tuo partner non sa nulla. E perché dovresti dirglielo? Poi il giorno dopo ti richiama, tu rispondi. E il giorno dopo ancora, e ancora. Lui non sa niente, è una cosa tua. Cosa c’è di male in tutto questo? E allora se sono soltanto due chiacchiere al telefono perché non dirglielo? Troppo protettivi per metterlo in allarme  o troppo egoisti per rinunciare ai propri spazi?

Ogni coppia gioca sul detto e sul non detto. Ma quanto può essere vasto il confine che separa questi due estremi? Quanto dobbiamo dire e quanto deve continuare ad appartenere alla nostra intimità?
 
Quando il “non detto” assume i toni del “preoccupante”?




permalink | inviato da il 27/9/2005 alle 20:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa
L'ARTE DEL TRADIRE...
post pubblicato in La Serpenta, il sesso, la città, il 20 settembre 2005


                          
Città piene di luoghi di aggregazione. Siamo soli tra la gente eppure innamorati. Non qui, non ora, non in questo luogo. Occhi che incrociano lo sguardo di altri occhi. Passioni che invadono il corpo e destabilizzano la mente. Corpi che si uniscono.
                     

Troppo spesso l’istinto animale sovrasta la ragione e , soprattutto, il cuore. E’  allora è possibile che corpo e cuore abbandonino il tuttuno e divengano qualcosa di scindibile? E la ragione in tutto questo dov’è?

E c'è che trasforma il tradimento nell'arte dell'inganno, continuando all'infinito, finchè non viene colto con le mani nel sacco...Una pericolosa soluzione di continuità...
Episodi isolati o vizio abituale... C'è UN COMUNE DENOMINATORE?

 

 

Tradire significa non amare più?




permalink | inviato da il 20/9/2005 alle 21:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa
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