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Dove c'è Serpenta, c'è casa.
READING ALDA MERINI
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 18 maggio 2007



La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.

                                                    
                                                        Alda Merini

 




permalink | inviato da il 18/5/2007 alle 0:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
8 x 1000 alla chiesta cattolica. Fai la tua scelta.
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 30 aprile 2007












1. Per comprare un nuovo paio di ciabattine a Papa Ratzinger




















2. Per ampliare la gamma di anelli si Monsignor Ruini























3.Per ricomprare il lucidalabbra del Cardinal Tonini
































4. Per ampliare lo staff clericale


















5. Per ingrassare i partiti filo cattolici













6. Per incendiare gay, laici e documenti compromettenti





















permalink | inviato da il 30/4/2007 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa
LA STAZIONE
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 24 marzo 2007



E' di nuovo mattina, oggi sarà un nuovo giorno, oggi si potrebbero provare delle nuove sensazioni. Eppure, il risveglio ha di nuovo lo stesso sapore, è un caffè amaro, un caffè che vorresti rendere un po' più dolce, forse riesci a trovare un po' di zucchero... se solo avessi il cucchiaino potresti addolcirlo.
Sam ha tolto gli scatoloni, li ha accantonati come ogni mattina, ha disposto le coperte con maniacale cura, salutato i coinquilini. Come ogni mattina farà una passeggiata. Fuori piove, ma che importa, la stazione Termini è così accogliente, così fiera dei suoi negozi, così calda, così affascinante. E pensare che un anno fa doveva essere il suo punto di partenza. Oggi rischia di essere quello d'arrivo. Ormai ne è sempre più convinto, costretto a dormire tra i barboni, coperto di scatole, coperto di pensieri, sommerso da diaboliche sensazioni. Che fine hanno fatto le sue speranze? Decide di avvicinarsi alla folla. Quanta gente passa di qui, c'è una folla davvero immensa. Chi va, chi viene, chi resta solo per una breve sosta. All'improvviso trova davanti a sè una colonna a specchio. La sua immagine riflessa gli ricorda che a Termini c'è anche chi resta, forse per sempre. E pensare che quel maledetto giorno non ne era consapevole. Aveva acquistato un biglietto per Napoli Centrale. Si era detto: andrò a Napoli e poi vedrò quale città mi piacerebbe visitare. Aveva incontrato un simpatico capotreno, il quale gli aveva detto che il suo biglietto era scaduto. Eppure lo aveva appena comprato. Era tornato di corsa in biglietteria, non aveva altri soldi in tasca. Si, il suo biglietto era scaduto. La rabbia, l'angoscia, il delirio, la sensazione di essere finito in un incubo. Come era possibile? Oggi Sam guarda i suoi occhi riflessi nello specchio e capisce che tutto è possibile. Oggi si accorge che il destino non scaraventa la propria rabbia solo contro gli altri. Anche noi ogni tanto siamo parte di un gioco al massacro, siamo pedine di un sistema schiacciante, siamo vittime dell'immobilità.
Continua a camminare, alcune facce sono davvero note, passano tutti i giorni qui, forse per studio, forse per lavoro. Altri sono qui come un fugace passaggio, stanno comprando i biglietti, le loro destinazioni sono svariate. Un uomo sta appena prendendo un IC per Milano Centrale. Sam si avvicina per chiedere qualche spiccio, servirà a ricomprare quel biglietto scaduto. Ma l'uomo, brutto, stupido e paffuto, lo osserva con aria schifata. Sam è bello, intelligente, simpatico. Ma Sam è un barbone. Le porte si chiudono, il treno parte velocemente, cavalcherà i binari correndo come un cavallo libero nel mondo dei sogni. Qualcuno scenderà due stazioni più in là, qualcun'altro si avvicinerà a Milano, mentre altri ancora compiranno il lungo viaggio fino a destinazione. Sam fa una smorfia, tona indietro, si scontra con un profumo selvaggio, quello di una donna che corre libera. Il suo è un treno verso Reggio Calabria, una città difficile, ma bellissima. Lei ama il sud, il bello e il brutto che ti offre, il profumo del mare che accarezza i pensieri e i sentimenti dei suoi abitanti. Sam non può fare a meno di pensare ai suoi sentimenti, ai suoi pensieri. Si sente così vivo, eppure così morto. E' vittima di un limbo, dal quale vorrebbe uscire urlando, ma dal quale teme di non uscire più. Mai più.
Sono passate dieci ore ormai. Termini è sempre così affollata. Facce note, facce meno note, persone di passaggio. Ognuno corre a prendere il proprio treno, ognuno intento ad andare via di qui. Sam osserva il suo biglietto scaduto, ricorda quando più volte ha tentato di prendere il treno per Napoli, poi per Bologna, poi per Milano. Tutte le volte è sceso alla prima fermata o non è mai partito. In fondo, senza biglietto non si può viaggiare. Ma di chi è la colpa in fondo? Lui lo aveva acquistato, come qualunque STRONZO che acquista un biglietto. Eppure il suo è scaduto. Troppo presto, troppo in fretta. Si siede in un angolo, gli passa davanti tutta la vita, anche se è ancora così giovane. Forse avrebbe dovuto acquistare un altro biglietto,  o forse avrebbe dovuto prendere per i capelli il capostazione o il bigliettaio. Ah, come sono scomodi questi scatoloni, ma da qui si può osservare questo piccolo mondo, dove c'è chi va, dove c'è chi viene, dove c'è chi resta. Ma forse non per sempre, o forse sì. Sam passa una mano tra i suoi capelli sporchi, lerci, e sulla fronte incattivita da questo strazio. Forse sarebbe stato un ottimo viaggiatore, o forse un giorno riuscirà davvero a viaggiare.
Ma è notte, Termini spegne le sue luci, come un palcoscenico dopo lo spettacolo. Anche l'ultimo treno è ormai partito, e con esso anche i sogni di un ragazzo costretto a sostare qui, dove il tempo non passa mai, dove forse resterà per sempre. Buonanotte.
                     di Serpenta.




permalink | inviato da il 24/3/2007 alle 11:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
I'M LOVIN' IT
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 14 settembre 2006


   
Sfogliando le pagine di Vanity Fair non ho potuto fare a meno di notare una cosa alquanto inquietante. Una di quelle pubblicità false e pericolose, in cui si gioca davvero con il buon senso e con la realtà. La pubblicità in questione è questa.

Leggendo queste poche righe di poesia sembra quasi di sentir parlare di cibo sano e nutriente. In realtà stiamo parlando di patatine fritte del McDonald's. Un modo per rilanciare il colosso, sui cui sono piovute pesanti critiche nell'ultimo periodo. Un modo per rimettere le ali e volare di nuovo tra le braccia del dio denaro, cosa che sicuramente non manca a questo marchio che ci accompagna ovunque, e davvero in tutte le parti del mondo. Questo non è un processo al Mac, né ai frequentatori del fast food. Io stesso ogni tanto ci mangio volentieri, adoro quei panini insaccati di roba e pieni di salse, adoro le patatine fritte, adoro il prezzo di quel cibo. Adoro il Mac. Quello che non adoro sono le prese in giro e gli attacchi subdoli alla consapevolezza umana. Ebbene abbiamo a che fare con un fenomeno che non conosce crisi e che si rilancia puntualmente andando a premere sulla debole psicologia dell'individuo in preda alla fame. E non solo. Vogliamo sottolineare come invade la psicologia dei bambini con pupazzi e splendidi regali? Una triste realtà o un'insensata reazione agli attacchi subiti ultimamente, primo fra tutti il film SuperSize Me? Il film  documenta un mese di vita mangiando solo cibo del McDonald's: risultato? Valori sballati, peso spropositato e rischio d'infarto. E questo sarebbe il cibo sano?
    
Vada bene il McDonald's, ma solo se accompagnato da una buona dose di CONSAPEVOLEZZA: entriamo, ci mettiamo a tavola, gustiamo un bigMac, beviamo coca e gustiamo le patatine, ma essendo coscienti di addentare porcheria.




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SIAMO TUTTI UN PO' VITTIME DEL SUCCESSO?
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 30 maggio 2006


                     
Dalida, la musica, la passione, l'amore, il successo.
Nel forte contrasto tra Yolanda (la donna)  e Dalida (la diva)  (
www.mikyross.ilcannocchiale.it) si apre quella spaccatura che divide il successo dall'anonimato,  l'amore dalla fama, la felicità dall'infelicità, la VITA dalla vita.
Nella società del grande fratello, dove tutti ormai vogliono quel pizzico di notorietà, è ancora possibile vivere nel totale anonimato? Difficile dire se l'uomo riesca ad essere fiero del suo piccolo spazio, quello degli affetti, della propria provincia, della propria porzione di mondo, o sia un animale da palcoscenico, non quello di Dalida, ma quello che cavalca le onde del successo umano e professionale più in generale. Altrettanto difficile è capire cosa ci renda veramente felici nella vita. Possiamo avere fama, espandere la nostra arte, conquistare il pubblico, possiamo farci acclamare, possiamo cogliere le rose del successo, possiamo sentire odori e profumi di vita vissuta trionfalmente. Possiamo guardare in alto e vedere bellissime luci da palcoscenico, o possiamo guardarci dentro e capire che per prendere il mondo intero non abbiamo preso noi stessi.
Allora potremmo prenderci la nostra fetta di mondo, in disparte, circondati di affetti, di dolci amicizie, di piccoli spazi, e di quella libertà di cui ti priva la fama. Ma potremmo dire di essere felici? Potremmo guardarci dentro ed essere soddisfatti di essere anonimi uomini che passano sulla terra senza lasciare alcun segno? 
Cosa conta non è dato saperlo, come non è facile capire da che parte si trova la chiave della felicità...




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LIBERTA' E RELIGIONE
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 25 maggio 2006


 
La religione e l’educazione. Molto spesso parti che compongono una stessa materia: quella della crescita. E troppe volte non fa parte di questa materia il concetto di volontà.


Fin da bambini siamo abituati a vedere e ad apprendere ciò che c’è intorno a noi, ciò che altri decidono per noi, ciò che la società vuole per noi. Nascono così dei prototipi, ognuno dei quali segue tappe di vita per inerzia o per imposizione. Tutti i bambini vengono battezzati, tutti i bambini fanno la comunione, solo a pochi viene risparmiata la cresima. Questo avviene in tutte le famiglie di matrice cattolica, ma in fondo, è un processo che accompagna tutte le religioni.


Ma la religione non dovrebbe essere qualcosa di personale, di intimo e di estremamente privato? Forse no, dato che da sempre l’uomo ha scelto o si è trovato a professarla in gruppo. E allora cosa c’è di autentico nella fede se ci ritroviamo ad essere fedeli senza un perché? Dobbiamo essere fedeli ad un Dio o ad un santo senza aver scelto di esserlo? La religione diviene educazione del piccolo che cresce, e si ritrova ad essere un perfetto cristiano. La religione viene assorbita dal costume nazionale e diviene parte di una vita spirituale che invece andrebbe vissuta liberamente.

Nascono robot, e cresce l’intera stirpe di macchine che si aggregano a gruppi religiosi, o che semplicemente prendono la comodità della vita religiosa. Allora la giovane sposa sceglie la chiesa migliore, dove coronare i suoi sogni, dove poter prendere in sposo il suo fidanzato, proprio davanti a Dio, perché è giusto che sia così. Quella stessa sposa che prenderà tra le braccia suo figlio e sceglierà di battezzarlo, dando vita ad una catena senza fine.


Fortunatamente, esiste una minoranza ribelle, quella che da grande sceglie ed esce fuori dal grido di massa. Quella gente che ha avuto il coraggio di non riconoscere le regole imposte. Ma è sempre troppo poca per alimentare il fuoco della libertà, quello di coloro che hanno scelto di vivere la propria religiosità o non-religiosità senza alcuna imposizione.


Mi domando… Se la religione fosse scissa dal vincolo culturale sarebbe ancora in vita?




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LA DOMENICA DELLA FAMIGLIA
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 26 marzo 2006


   
Prima domenica di Primavera, un tiepido sole allontana le nuvole di questo freddo Marzo. Miky e Serpenta sentono il richiamo del mare e decidono di trascorrere un piacevole pomeriggio di sole.
....ma le cose belle, come si sa, durano poco.... e le due si imbattono nella figura tanto osannata e tanto decantata da preti e politicanti vari.... LA FAMIGLIA.
           
La famiglia la domenica va a messa, incontra amici e parenti, si ferma sul sagrato della chiesa per far giocare i deliziosi pargoli. Ultima sosta in pasticceria e poi a casa, dove si immerge in un succulento banchetto domenicale.
  
Ma la famiglia non si arrende facilmente, e dopo l'ammazzacaffè, le partite a tressette, i risultati del primo tempo, alle quattro i bambini rompono i coglioni dicendo: PAPA', USCIAMO?? PAPA', USCIAMO?? I genitori si rivestono di un finto sorriso di contentezza e si mettono in fila nella coda di macchine che li separa dalla gelateria del lungomare.
   
La giornata si concluderà con un bel FILM per tutti, da gustare in armonia sul divano di casa. Amore e serenità assicurati.


La domenica della famiglia troppo spesso nasconde il sapore di un'amara realtà. Un gelato nasconde un goffo modo di sentirsi genitori amorevoli; un delizioso pranzo tenta di recuperare i cocci di rapporti troppo spesso flebili e deteriorati; una mattinata in chiesa ricorda quanto possa essere utile mostrare agli altri un apparente idillio familiare.
Questo non significa demonizzare tutto ciò che è famiglia. Questo non significa rinnegare le radici che noi tutti portiamo dentro. Questo non significa credere che ogni famiglia si vesta di una tale ipocrisia. Significa riflettere. Riflettere su quanto possa essere vasto il gap che separa lo stato di apparente serenità con i problemi che lacerano di giorno in giorno i rapporti familiari.  C'è chi fa politica sbandierando un modello di famiglia che ormai si regge solo su una patetica apparenza. C'è tutta un'opinione pubblica che si basa su un modello malato, finto, ipocrita.
Ma da qualche parte c'è una famiglia, una famiglia vera, quella che abbandona la patina dei giornali e gli stereotipi del Mulino Bianco, per trovare attraverso la sincerità e la comunicazione il senso della propria esistenza... ma la sto ancora cercando... dov'è???
   

             Ecco Miky e Serpenta nel fatato mondo della FAMIGLIA.
     
    aaaaaaaaaaaAAAAAAAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
     




permalink | inviato da il 26/3/2006 alle 20:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
DUE DONNE A CONFRONTO: MONICA BELLUCCI E CLAUDIA KOLL
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 1 febbraio 2006


 
Qualche domenica fa un ex attricetta dvenuta suora laica parlava di Dio, di redenzione, di peccatori, di salvezza. Completamente invasata e dedita alla chiesa e ai suoi sacramenti. Vestita di un'ipocrisia e di una patetica voglia di diffondere la pace nel mondo. Questa donna si chiama Claudia Koll. Il suo senso della vita? Diffondere la parola di Dio.
               VOTO: 0
Ieri sera a Il senso della vita, trasmissione condotta Paolo Bonolis, parla Monica Bellucci. Vengono mostrate alcune foto di lei incinta. Viene introdotto il discorso sulla fecondazione assistita: "Saremo costretti a comprare embrioni all'estero perchè in Italia la politicizzazione della Chiesa è inarrestabile.... La chiesa non dovrebbe entrare nelle decisioni politiche... l'Italia resterà indietro mentre le altre nazioni avanzeranno..." e risponde ad una domanda: QUAL E' IL TUO SENSO DELLA VITA? Il senso della vita è avere una passione, svegliarsi al mattino e voler fare ciò in cui si crede. Altrimenti la vita è triste.
Grande Monica. Concordo pienamente.
   VOTO: 8




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LA VITA E' UNA SCALA MOBILE
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 3 gennaio 2006


    
Giornata come tutte le altre, ma con un particolare in più. Una di quelle giornate in cui da un banale movimento di folla trai delle conclusioni sulla vita.
Galeotta fu la metropolitana.

Scendi dalla metro, osservi la massa che ti gira intorno e ti accorgi che qualcosa di vero si nasconde in quei gesti.

La vita è una scala mobile. E cioè. Nella vita ci sono tre tipologie di persone.
-Ci sono quelli che salgono sulla scala mobile in attesa di arrivare a destinazione.
-Ci sono quelli che camminano sulla scala mobile per arrivare prima a destinazione.
-Ci sono quelli che salgono le scale a piedi.
L'unica differenza è che nella vita non sai mai quale destinazione ti attende, specie per chi si fa il culo salendo a piedi.




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SANTO NATALE
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 12 dicembre 2005


      


Lo chiamano il santo natale. Il modo migliore per pulire una coscienza sporca o per rispolverare vecchie briciole di religiosità. Patetico.

Le luci colorate invadono le strade, le vetrine si riempiono di pacchettini già pronti. La folla devastante avanza come zombi affamati. Allora lo chiamano natale del consumismo.

Eppure c’è chi ancora riesce all’interno di questo forte contrasto a prendere il natale per quello che è, una mercificazione del Cristo, e renderlo qualcosa di sublime, una fusione tra la bontà d’animo e l’altruismo sfrenato.

Lo chiamano Natale. E’ qualcosa di così bello, se lo si guarda per quello che è. E’ così patetico se lo si guarda con lo sguardo offuscato da una falsa spiritualità.

Credenti che affollano la messa di mezzanotte. E’ il 24 dicembre, e qualcuno ricorda di essere un cattolico. E’ il 25 dicembre, qualcuno manda un messaggio di auguri. E’ il 26 dicembre, qualcun altro manda un sms di sostegno ai bambini africani. Milioni di zombi assistono a messe televisive, a lavaggi del cervello mediatici fatti da Papa Ratzinger. E lo spirito del Natale è lì, ci osserva. Se quello spirito potesse parlare manderebbe a quel paese mezza Italia.

C’è un bambinello che simboleggia la nascita. Presepi, milioni di presepi. Quel bambinello ignorato per un anno il 25 rinasce e dona pace e amore a tutti.

Ed eccoci, per un attimo ci posizioniamo in una chiesa. Si celebra la messa di natale. C’è una signora in prima fila. Ha una pelliccia, e due grandi occhiali Gucci. Ha due case, una in affitto al mare. Ha appena abbandonato sua madre in un ospizio. Ha appena augurato di morire alla vicina. Ha litigato con la nuora, con la suocera, odia i suoi figli. Eppure è lì… osserva la cerimonia, dice la sua preghiera, canta osanna nell’alto dei cieli. E’ lì, tra i gesti di una mano che poggia 5 euro nel cestino delle offerte. Respira l’aria del Santo Natale. E’ lei l’espressione del santo natale. Ingoia con voracità l’ostia che dovrebbe essere il corpo di Cristo come lo sperma che beveva quando ancora ne conosceva il sapore… E’ lì, caritatevole. E lì, che impregna l’acqua santa di ipocrisia….

Acqua Santa. Bagna il viso di chi dovrebbe bruciarselo soltanto entrando in chiesa, e lava via i peccati di chi dovrebbe toglierli. Religione. Cattolicesimo. La messa in onore di Cristo detta dal peggiore dei peccatori. E’ un prete omosessuale represso  che rifiuta le unioni gay e che oggi è lì, a festeggiare il santo Natale, e a parlare di amore, fratellanza, felicità e soprattutto di TOLLERANZA... Quello stesso prete che ieri ha chiesto 600 euro di “mancia” per far convolare a nozze due figli di Dio. Oggi benedice noi, il pane e il corpo di Cristo. E sì… proprio lui ci toglie i peccati e ci invita a pregare per la pace nel mondo….

E quando il natale finisce? Milioni di fedeli escono per strada, dimenticando parole dolci e frasi di cortesia. E’ la vita vera che li aspetta, la vita dell’egoismo, la vita dell’odio, la vita dell’invidia, la vita del denaro.

E allora cos’è il Natale se non il trionfo del denaro? Compriamo, regaliamo, giochiamo a carte, mangiamo pandori e panettoni. E’ questo il natale e non tutte quelle stronzate che ci raccontano da quando siamo nati.

E allora invece di rendere grazia a Dio o di fingerci portatori di bontà e buon senso, scartiamo il nostro splendido regalo chiudendo nell’armadio quel vomitevole ammasso di ipocrisia. Santo Natale.



permalink | inviato da il 12/12/2005 alle 21:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
IL FAVOLOSO MONDO DI BARBIE
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 25 novembre 2005


      
Corpo femminile e concetto di bellezza. Due elementi un tempo congiunti, oggi divergenti.
Esiste ancora un concetto di bellezza? Corpi resi più piacevoli o corpi deturpati dall'incessante ricerca del bello?
La società moderna ha trasformato il culto del bello nella ricerca dell'impossibile, la cultura dell'immagine genera mostri, distribuisce gratuitamente l'immagine di ciò che non saremo mai.
E allora lo specchio mostra la triste realtà, quella che si schianta contro quell'ipotetica bellezza che domina sogni, pensieri e l'intero immaginario collettivo. Lo specchio, galeotto fu, quando mostrò il demone del difetto. Ed ogni difetto va disintegrato.

Via il difetto, alziamo le chiappe.
Sebbene anche gli uomini oggi stanno muovendo i primi passi, in fatto di chirurgia plastica la donna regna ancora sovrana. Zigomi a ciliegia, labbra a canotto, tette a melone e chiappe a noce di cocco. Iniezioni, punturine, ritocchi, chirurgia pesante. Qualsiasi rimedio può andar bene, l'importante è ricercare la perfezione. Ma cosa è davvero perfetto? E soprattutto, il concetto di perfezione deve necessariamente sposarsi con la bellezza?

L'unicità dell'aspetto personale si è ormai lasciata travolgere da una "bellezza" seriale, un'esteriorità industriale, dove tutto è "meravigliosamente" perfetto.
Si, c'è un aspetto da non sottovalutare. La chirurgia aiuta a trasformare la nostra interiorià in qualcosa di realmente esteriore. E cioè. Noi possiamo essere ciò che sentiamo di essere. Ma è questo il punto. Vorremmo essere tutti la stessa persona. Vorremmo avere tutti lo stesso aspetto fisico. E' dunque questa la bellezza?
E cosa accade quando la bellezza è costretta a contrastare il passare dell'età? La donna si traforma in mostro e diviene controfigura ideale per un film horror. Settantenni che vorrebbero avere l'aspetto di ventenni... ma purtroppo il chirurgo non è ancora ai livelli della madonna di lourdes... e questa è una tragedia.

E così ci risveglieremo presto in un mondo fatato, dove ci saranno paesi "democratici" come l'America e donne "belle" come Barbie... tutto sembrerà un sogno, perderemo il concetto di autenticità, perderemo ogni residuo di personalità, ma ci nutriremo delle nostre illusioni.
Tutti alla ricerca di un'impropria bellezza.
E' il futuro che ci aspetta, salite sul camper di Barbie e fate buon viaggio.

 aaaaaaAAAAAAAAAHAHAHAHAHAHHAHAHA.




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MELISSA P vs FRANCESCA NERI: L'ARTE DELL'IMPROVVISAZIONE
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 20 novembre 2005


   
Un giorno mi svegliai e decisi di diventare produttore. Il giorno dopo mi svegliai di nuovo con le idee confuse: sono un neo-produttore, ma cosa posso produrre? Due giorni dopo mi imbattei in un pessimo libro, fintamente scritto da una ragazzina, ma un'ottima trovata commerciale. Voglio produrre un film o una porcata cinematografica in grado di emulare i fasti del libro? E così francesca neri divenne produttrice e creò il suo "fa-vo-lo-so" MELISSA P.
Un film che inizia nel peggiore dei modi e termina con gli spettatori colti da attacchi di vomito. Qualche scenetta spinta in grado di far accorrere adolescenti al cinema che non sanno neanche cosa sia un prodotto cinematografico. E qualche curioso che getta via i suoi preziosi soldi per permettere a Francesca Neri di darsi una nuova pompatina alle labbra. Inquadrature sporche per rendere il film alternativo, scene piccanti per far sghignazzare i deficienti presenti in sala, il vano tentativo di romanzare un libro già pessimo. Mettete insieme gli ingredienti e godetevi questo straordinario spettacolo.
 Per Francesca Neri:
"CARA TI FACCIAMO I MIGLIORI AUGURI PER LA TUA PROMETTENTE CARRIERA DI PRODUTTRICE! SIAMO SICURI FARAI MOLTA STRADA"
aaaaaaaaaaaAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHA

MELISSA P.: voto 0




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GENITORIALITA' DEL BAMBINO PERFETTO
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 6 novembre 2005


  

L'altro giorno guardavo il tg e una notizia mi ha particolarmente colpito. Una coppia di coniugi ha deciso di rinunciare al proprio bambino perchè nato down. Un riflessione durata dieci giorni, e che, in tutta legalità, li ha portati ad abbandonare il proprio figlio come un cane in autostrada. Ci saranno nuovi genitori? Forse sì, forse no. Ma la scelta resta agghiacciante.

Non si tratta di moralità o immoralità. Non si tratta di ciò che è giusto o ciò che è sbagliato. Non si tratta di guerra tra religione e ideologie. Forse si tratta di rispetto per la vita.

Troppo spesso l'essere genitori nasce dal capriccio di una maternità post-30 o dalla ricerca di un collante per coppie instabili. Quello che resta è un corpo da contendersi in caso di divorzio, o di un oggetto divertente per zie e nonne. E quando quest'oggetto non assume le sembianze dell'essere perfetto? In una società in cui l'immagine e l'apparenza generano mostri, la mostruosità si nasconde in chi sceglie di rinunciare ad un bambino, il proprio bambino, solo perchè non è perfetto. Si tratta di un bambino malato, ma di un figlio, e soprattutto, di vita. E la vita merita rispetto.
Credo che sia giusto lasciare ai genitori la scelta di accudirlo. E rispetto tale scelta. Ma non posso proprio dire di poterla condividere. Generare una vita non è un capriccio, porta con sè delle responsabilità grandi. Non ci si può improvvisare genitori, nè tantomeno rinunciare al proprio figlio come un pacchetto di patatine scaduto. Perchè si tratta di vita.


Una scelta del genere lascia davvero pensare... si ama solo ciò che appare perfetto? Voglio credere che non sia così, altrimenti vivremmo tutti nel mondo di Barbie e Ken...
L'unico vero fatto è che un bambino è stato abbandonato come un cane sull'autostrada prima delle vacanze estive...solo che questa volta è stato abbandonato sull' autostrada della vita...




permalink | inviato da il 6/11/2005 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
INFLUENZA AVIARIA: E' MANIA
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 14 ottobre 2005


    
                                       
Investe poveri uccelli, distrugge i graziosi polletti, e i bellissimi paperotti.
L'influenza aviaria ha già colpito l'Italia: non si tratta di un'epidemia fisica, non di morte fisica, ma di morte cerebrale dell'informazione e dei fruitori di informazione. I tanto cari italiani.
Patetici d'Italia riunitevi: i TG non aspettano altro che voi. Le notizie investono i vostri cervelli, li disintegrano. I vostri occhi continueranno a nutrirsi di immagini di polli accatastati, e voi starete lì, passivamente, a subire le immagini in tv, e a provare un brivido di paura. Colpirà l'uomo? Potremo vaccinarci tutti? Smetterete di comprare polli, non andrete più al ristorante cinese, parlete nei bar di come fronteggiare l'emergenza. Sarete milioni di spettatori, lo share del tg salirà. Ma qual è la realtà? Poco importa, l'importante è avere paura. Eredità della Sars.Panico generale, solito allarmismo.
 L'Italia è in pericolo? Gli italiani sono già stati colpiti dalla malattia, direttamente al cervello.




permalink | inviato da il 14/10/2005 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
VIAGGIARE CON ALLEGRIA
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 7 ottobre 2005


    
Questa mattina, mentre attendevo per l'ennesima volta il mio treno in ritardo, non ho potuto fare a meno di dare un'occhiata ad un volantino... Trenitalia mostrava immagini di deliziose situazioni del viaggiatore tipo, accolto con una tazza di te, accarezzato dal personale, felice di viaggiare in un ambiente profumato e spazioso.

(Foto ufficiali)


Serpenta è rimasta letteralemente scandalizzata, incazzata, inviperita...
Ma con quale coraggio si può diffondere una pubblicità così ingannevole? Come si può prendere per i fondelli il lavoratore tipo che puntualmente arriva in ritardo, puntualmente non trova un posto a sedere, puntualmente viaggia su treni tanto sporchi da fare schifo.
Ora voglio mostrare io qualche foto che, senza voler offendere nessuno, rende l'idea di quali siano le condizioni di chi viaggia in Italia, patendo ogni giorno il disservizio di metro e treni.
(foto non ufficiali, ma realistiche)



Buon viaggio con Trenitalia.




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SCIOPERO? NO, GRAZIE
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 13 settembre 2005




Oggi si è tentato di organizzare uno sciopero. Qualcuno ha riferito ai capi le voci che circolavano. Il capo ha fatto un cazziatone a tutti. 24 lavoratori. In 14 avevano parlato di sciopero. In 4 hanno parlato. In 18 hanno fatto volta faccia di fronte al capo. In fondo perchè scioperare?
 Perchè?
In fondo siamo assunti con contratto a progetto: no ferie, no malattie, no tredicesima, no liquidazione, nessuna sicurezza contrattuale. E pensare che i nostri padri hanno fatto tante battaglie per ottenere tutti questi diritti... ah dimenticavo... ovviamente nessun diritto allo sciopero.
Il 90% degli italiani si lamenta perchè le cose non funzionano. Oggi il 90% dei lavoratori ha abbassato la testa. La metà di loro ha bisogno di lavorare per mandare avanti la baracca eppure non ha battuto ciglio.
 EVVIVA L'ITALIA, EVVIVA GLI ITALIANI.




permalink | inviato da il 13/9/2005 alle 23:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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