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Dove c'è Serpenta, c'è casa.
VOMITO IN DIRETTA TV
post pubblicato in Serpenta Film, il 1 ottobre 2008






LO SPETTACOLO DEVE CONTINUARE...

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permalink | inviato da serpenta il 1/10/2008 alle 19:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
L'OPINIONE DELLA SETTIMANA - AFEF AL FESTIVAL DI CANNES
post pubblicato in Serpenta Film, il 22 maggio 2008


 


AFEF DOPO LA PROIEZIONE : "IL FILM GOMORRA DA' UN'IMMAGINE NEGATIVA DELL'ITALIA"

SERPENTA:
" NON RIESCO A PENSARE A NULLA DI PIU' NEGATIVO DELLA TUA PRESENZA AL FESTIVAL."


GOMORRA-VISTO DA SERPENTA


Tecnicamente eccelso, registicamente perfetto, stilisticamente innovativo.
A ribadire i contenuti forti e di rottura già propri del libro di Saviano ci ha pensato questo film. Personaggi inquietanti animano una versione di Gomorra più romanzata rispetto al libro, ma sicuramente densa di quel mix perfetto tra ottimo cinema e contenuti forti. Nessuna critica potrà mai dire abbastanza. Si può solo vivere e cercare di assorbire l'impatto che questo film può arrecare al nostro ego, completamente spaesato e ormai totalmente privo di certezze.

VOTO : 10

FACTORY GIRL
post pubblicato in Serpenta Film, il 25 novembre 2007


 Locandina Factory Girl
La vita imita l'arte e l'arte imita la vita. Quando Andy Warhol incontra Edie la fa sua, la trasforma in una superstar, in una nuova icona.
Per l'ennesima volta osserva e fotografa dalla realtà qualcosa che gli altri non hanno ancora visto. Andy prende un altro pezzo di vita, un altro piccolo pezzettino di puzzle e lo trasforma in un corpo seriale pronto ad illuminarlo di luce riflessa.

Chi era Andy Warhol?
Un uomo fondamentalmente cattivo, nel cui genio fluttuano le idee giuste al momento giusto. La mente di un artista capace di catturare elementi comunemente definiti banali e trasformarli in oggetti di culto. Capace di trasformare una ragazzina sciocca in una superstar. E allo stesso modo di causarne la fine ed osservarne la distruzione.
Un cast perfetto per un film ritratto di un'epoca dove il mondo inizia a guardare se stesso attraverso i prodotti che genera. Uno di questi è l'apparenza. L'altro è Andy Warhol.

Un film per chi lo ama, per chi lo odia, per chi non lo conosce abbastanza.
Sublime.




permalink | inviato da serpenta il 25/11/2007 alle 1:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
MARIE ANTOINETTE
post pubblicato in Serpenta Film, il 19 novembre 2006


  Quando si scrive e si dirige un film su un noto personaggio storico si rischia sempre di scadere nella banale biografia da fiction. Quando invece si ha a che fare con un personaggio così frizzante, un'attrice molto brava (Kirsten Dunst) e una regista particolarmente ispirata (Sofia Coppola) si rischia di creare un capolavoro. E Marie Antoinette  lo è davvero. Una pellicola chiusa dentro una scatola rosa, che mostra attraverso un nastro di seta il dolore psicologico dei personaggi. Particolare, nel suo mostrare tutta la corte di Versailles come un mondo avulso dalla fame parigina, lontano anni luce dall'insoddisfazione generale, e vittima della banalità fatta di lustrini, parrucche e abiti a mongolfiera.

Fin da subito entriamo in contatto con rituali sciocchi e ridondanti, a tratti ridicoli, ma che danno il senso di un mondo che è nato ed morto fuori dalla realtà. Osserviamo due sovrani prigionieri del lusso, schiavi degli sguardi altrui, tristi nel loro voler cercare a tutti i costi sprazzi di felicità clandestina. E poi lei, così bella, così raggiante, e allo stesso tempo così triste. Riusciamo a cogliere il suo fiore all'interno di fragole e dolci al cioccolato, ci sembra di sentire profumi e sensazioni di piacevole ingordigia. Eppure avvertiamo l'infelicità che esplode dall'interno e quella che penetra attraverso le porte di una Versailles presa d'assalto. Diventiamo spettatori e forse, dame di corte, attraverso le inquadrature sporche e passeggere che passano tra i corridoi, osservano mobili ricercati e lussuosi, ascoltano cattiverie e pettegolezzi. Guardiamo tutto con gli occhi di lei, sentiamo la sua malinconia. E non sentiamo il bisogno di vedere cosa c'è fuori dalla reggia, perchè in fondo ci basta per capire tutto. E' come se un unico sguardo fosse capace di coglierne altri mille o fermarne un altro come una splendida pittura.

 Marie Antoinette distesa su un prato guarda il cielo, forse l'unico posto dove potrebbe respirare davvero la felicità dell'essere libera. La scena che in fondo riassume tutto il film. Non sappiamo se nel capolavoro di Sofia Coppola ci sia la mano del padre, ma sappiamo che questa volta ha tirato fuori dal cilindro un coniglio d'oro.

MARIE ANTOINETTE: VOTO: 9




permalink | inviato da il 19/11/2006 alle 1:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
PILLOLE DI CINEMA ITALIANO: IL CAIMANO
post pubblicato in Serpenta Film, il 30 marzo 2006


          Locandina del Film Il Caimano
C'è qualcosa che lega un buffone travestito da politicante (Silvio Berlusconi) e un politicante che fa maldestramente film (Nanni Moretti)? Sicuramente il voler utilizzare un mezzo per prendere in giro la massa.
"Il caimano"
è un film che, se visto con attenzione, e con l'occhio critico di chi ama l'arte, fa davvero SCHIFO. Sembra paradossale, ma se per un attimo abbandoniamo il macabro gusto di tirare pesci in faccia all'idiota Berlusca, del film non restano che poche briciole e molta rabbia. Proprio come Berlusconi si serve della politica per inseguire i propri scopi, Nanni Moretti utilizza il cinema per dare adito a sfoghi politici personali. E nonostante sia possibile stabilire un rapporto empatico col regista,  non si possono ignorare alcune gravi pecche.
Nanni Moretti realizza un film posticcio, dove una stupida storia di divorzio e di fallimenti personali, fa da sfondo a ciò che vuole trasmettere allo spettatore. Si serve con estrema bassezza dell'arte cinematografica per seguire un percorso appositamente studiato: illude lo spettatore con una sciocca storia sconclusionata, inserisce attraverso il metalinguaggio pezzi di film nel film in cui fa il verso al Premier, e giunge allo studiato epilogo. Direi un triste epilogo, in cui Nanni torna a fare la prima donna, spodestando Orlando, e iniziando a fare tribuna politica, facendo qualcosa che somiglia  ad un dibattito di Porta a Porta, ma non ad un film. Parole giuste, sacrosante, di una sinistra che ha voglia di vincere, di una propaganda forse utile, ma non cinema. Un primo piano che butta fuori tutto l'odio verso l'Idiota della politica, che tutte le persone intelligenti condividono, ma non si tratta di cinema.
Posso accettare la simbiosi tra cinema e politica, ma non quella tra finto cinema e politica spicciola. Non posso accettare che qualcuno utilizzi l'arte per fare politica, e soprattutto che prenda in giro lo spettatore attraverso una tecnica subdola, forse poco evidente, ma davvero schifosa. Poteva fare un documentario, o forse un film politico, ma non prendere tutti per il culo in quel modo. Sono entrato al cinema pretendendo di vedere un film e non una baracconata sinistroide. Tante parole, tanta rabbia, tanta grinta, tanta voglia di cambiare il mondo, ma non ho visto cinema. E poi dicono che il cinema italiano è in crisi...

 IL CAIMANO di Nanni Moretti: VOTO: 0




permalink | inviato da il 30/3/2006 alle 21:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
HOSTEL - QUANDO LO SPLATTER DIVIENE GENIALE
post pubblicato in Serpenta Film, il 16 marzo 2006


                  
Scritto e diretto da Eli Roth (Creatore del non brillantissimo Cabin Fever), HOSTEL è uno dei film più perversi e inquietanti degli ultimi anni. Sanguinolento, e da molti definito un vero e proprio inno alla macelleria. Ma c'è di più. L'occhio critico non può e non deve fermarsi all'apparenza di quello che renderebbe il film un banale rito del massacro. Occorre una doppia critica.
Si può guardare Hostel ed uscire dal cinema pensando ciò che un'analisi di superficie porta alla mente: un film di serie B splatter e privo di contenuti. A tratti ridicolo, stupido, trash.
Si può invece fare un taglio trasversale alla pellicola e partire dal porsi alcune domande: Perchè tanto clamore? Perchè non rilegare questo film alla seconda serata di Italia uno - Notte horror? E' soprattutto perchè uno dei più acclamati registi di Hollywood (Quentin Tarantino) ha deciso di presentarlo? C'è sempre un motivo per tutto. E in questo caso, il motivo corrisponde all'altra faccia della medaglia. Hostel dice molto più di quel che sembra, perchè è quasi una critica al cinema horror abilmente fatta dal suo interno. Il film ha un'ambientazione banale, una situazione troppo nota ai film horror (ragazzi intrappolati in un posto macabro) e la solita perversione della persona per bene. Ma oltre questo dovremmo andare a spacchettare la pellicola e soffermarci su alcuni punti fondamentali. Il film si impossessa di tutti gli stereotipi del cinema dell'orrore per trasformarli in una favola nera, che assume quasi i toni del grottesco. L'immagine si appropria dello splatter anni 80 per portarlo all'eccesso, disgustando quasi lo spettatore vittima di uno show davvero ingrato. Il sangue diviene quasi accettabile scena dopo scena, quasi come una pittura macabra della pellicola. E c'è ancora di più. E' un film cattivo, che cancella ogni buonismo tipico dei film neri hollywoodiani: torture spietate ed eroe che ripaga gli assassini con la stessa moneta. Tutti morti, tutti sfracellati al suolo, nessuno sfugge alla vendetta. E' come se il "volemose bene" finale fosse cancellato con un colpo di spugna e  portasse ad un'unica conclusione.
E' come se per la prima volta le fantasie di vendetta dello spettatore in sala entrassero nel film. Allora abbiamo tutti macabre perversioni mentali? Forse no, ma al cinema ci piace giocare con la nostra crudeltà nascosta.

HOSTEL : VOTO 7 e mezzo.
                 




permalink | inviato da il 16/3/2006 alle 11:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
I GUARDIANI DELLA NOTTE - RECENSIONE
post pubblicato in Serpenta Film, il 16 ottobre 2005


I GUARDIANI DELLA NOTTE, regia di Timur Bekmambetov

Recensione
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Voto: 0



permalink | inviato da il 16/10/2005 alle 20:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
I LOVE JLO
post pubblicato in Serpenta Film, il 22 giugno 2005



Lo ammetto, è strano... ma mi spiegate perchè adoro Jennifer Lopez? La amo, mi piace tutto quello che fa. Ascolto la sua musica, e questo ci può stare... ma la cosa inquietante è che adoro i suoi film... anni di Università in cui mi hanno inculcato il Neorealismo, Kubrik, i film russi... e io esco dall'aula con la borsetta a cuore e vado a vedere Jlo. Se lo dicessi in giro sarei lapidato vivo...

Vado in discoteca e mi scateno con Get Right o Play, ma questo è niente. Lo ammetto. Sono andato al cinema a vedere Un amore a 5 stelle....e volete pure la verità? Mi è piaciuto... Mi sono messo a fare il tifo per la cameriera infelice come una pazza isterica!!! Io? Un amante del sangue?

Ieri mi sono visto Shall we dance in dvd... ho sentito dire: IL PIU' BRUTTO FILM DELL'ANNO.... a me è piaciuto! Ma forse è perchè Jlo è troppo divina!

Ora un sogno nel cassetto.
                    VOGLIO LECCARE LA PATACCA DI JLO!!!






permalink | inviato da il 22/6/2005 alle 0:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
LA MASCHERA DI CERA
post pubblicato in Serpenta Film, il 29 maggio 2005


La maschera di cera è un film horror davvero classico, ma devo ammettere carino...
quello che importa, è che segna il debutto cinematografico della mitica e ricchissima PARIS HILTON... che fa anche una brutta fine!!! Ma ci piace ricordarla troia e dilaniata da un nero nella tenda da campeggio, come avviene nel film e soprattutto nella realtà...


Serpenta segnala una canzone da non perdere --> SCREWED- PARIS HILTON...




permalink | inviato da il 29/5/2005 alle 14:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
QUANDO ORMAI SEI DENTRO IL CINEMA TI TOCCA VEDERLO...
post pubblicato in Serpenta Film, il 24 maggio 2005


Quando sei nato non puoi più nasconderti... qualcuno di voi ha avuto il "piacere" di andare a vedere questo film? La critica ne ha parlato così bene... eppure io  e i miei amici ci siamo alzati  pensando che il film non fosse mai iniziato... Tanto blasonato dai media, in realtà dato che Cannes è soltanto un modo  per diffondere  gossip cinematografico, è stato un pretesto per catturare qualche spettatore in più  al tg, con la scusa del bambino prodigio... insulso, retorico, fintamente d'avanguardia... vi considero di andare ad un bellissimo galà organizzato da Amanda Lepore piuttosto che buttare 6.50/7.00  euro.
Evviva il cinema italiano, che come sempre, sa stupirmi. Evviva l' Italia! 
askdjalsdjlasjdlajsdljasldjalsjdlasdjsaldjlsjdlaltawa
                                                                                            




permalink | inviato da il 24/5/2005 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
Venerdì 13....giorno da brivido!
post pubblicato in Serpenta Film, il 13 maggio 2005


Camp Crystal Lake, un piccolo campeggio vicino ad un laghetto, riapre i battenti dopo che era stato chiuso dopo un orribile incidente, undici anni prima: un ragazzino di nome Jason era caduto in acqua ed era annegato. Ai nuovi proprietari, la gente del posto consiglia di andare via, ma loro non danno ascolto e si organizzano per preparare il camping alla stagione estiva, ma durante una notte...


Oggi è Venerdì 13, giorno a noi caro, noi patiti dell'horror. Su questo blog vogliamo prendere spunto per festeggiare uno dei film che hanno contribuito maggiormente alla nascita del cinema horror.

Venerdì 13 spaventa, soprattutto se rapportato al periodo nel quale è uscito, il 1980.
E' un film che non ha grandi aspirazioni nè grandi tematiche, se non la volontà di interagire con lo spettatore attraverso la paura. La paura è l'elemento fondante del cinema horror, quello stimolo che tiene incollato lo spettatore davanti la tv, quella calamita che catalizza le sue emozioni sulla paura di morire e del veder morire.
Dal punto di vista emozionale venerdì 13 riesce nel suo intento: situazione iniziale allegra ma minata da una storia da brivido, ragazzini alle prese con un'ombra che uccide, il luogo del delitto isolato e claustrofobico. Sono tutti elementi che inseriti all'interno del pentolone horror creano una minestra gustosa e succulenta.
C'è di più. Ammirevoli le tecniche di utilizzo della camera: l'assassino ha le sembianze di una soggettiva, la macchina da presa è per la quasi totalità del film il serial killer. Fino alla serpentata finale, che non svelerò, per rispetto dei curiosi che non hanno mai visto il film.

Venerdì 13 oggi è un vero e proprio cult, e ha anche dato inizio ad una serie infinita di sequel, alcuni dei quali putroppo di pessima riuscita. Però è entrato prepotentemente nella storia del cinema horror, e questo a noi basta.
E almeno per oggi, riviviamo quel divertente brivido di paura che aleggia nelle inquietanti ambientazioni horror. O almeno, se siamo davvero scettici, diamo un'occhiata al film.






permalink | inviato da il 13/5/2005 alle 14:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
ODIO I FINALI ROSE E FIORI...
post pubblicato in Serpenta Film, il 26 aprile 2005


25-04-05                       L’UOMO SENZA SONNO        voto    6 e ½

 

 

Film godibile e per gran parte intrigante.

Il non ricordo, la non certezza delle cose, il non sonno.

E’ un vagare continuo, la ricerca di qualcosa che non c’è, risolvere  un enigma che non trova soluzioni.

Passano i minuti, il film presenta un uomo che non riesce a dormire, debilitato, e che scova i suoi mostri all’interno di un incubo senza fine.

Si parte da alcune immagini, sembra che un uomo stia occultando un cadavere, poi una frase fa da apri pista al lungo viaggio dello spettatore. WHO ARE YOU?

Capire, capirsi. Guardare, osservare, e non capire.

Chi sei? Chi sono? Cosa vogliono?

Sono domande ricorrenti nei pensieri del protagonista e nei pensieri dello spettatore.

Il delirio e la pazzia sembrano prendere il sopravvento. L’oscurità avvolge i nostri pensieri, perché quell’uomo non dorme? Cosa è successo? Chi è l’uomo che lo perseguita?

L’Uomo senza sonno ha la capacità di seminare elementi interessanti lungo tutto il percorso filmico e di incuriosirci, di farci partecipare a questo viaggio verso la verità.

Allo stesso tempo è un film che ha la capacità di auto-distruggersi. Come? Improvvisamente tutto appare troppo chiaro: dopo averci fatto impazzire e negato le soluzioni all’enigma centrale, dal regista ci si aspetta quel film in grado di lasciare quel senso di vuoto finale, degno di un’opera d’autore. Invece si perde e naufraga in un finale hollywoodiano, dove tutto si ricostruisce, e con un pessimo lieto fine  a cui mancano solo i violini di Titanic…

Grave errore, il film poteva essere superbo, invece è crollato sul poco più che sufficiente. Peccato.




permalink | inviato da il 26/4/2005 alle 14:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
THE RING TWO
post pubblicato in Serpenta Film, il 10 aprile 2005



Samara è tornata, e stavolta fa più paura.

Nonostante questa possa sembrare la frase che introduttiva alla descrizione di un film trash e completamente privo di senso, in realtà apre le porte verso la dimensione del film horror d’autore.

The Ring Two fa davvero paura ed è assolutamente superbo nell’instaurare un rapporto emozionale con lo spettatore, anche col più restìo.

L’input è simile a quello del film precedente, ma il percorso filmico se ne distacca subito, evidenziando il rapporto viscerale madre-figlio, un rapporto mancante in Samara e fattore scatenante della sua ira.

Ma al di là del contenuto e delle tematiche affrontate, ciò che rende il film superbo è l’architettura filmica. L’immagine spesso si eleva a vera pittura, parla, comunica, esprime emozioni. Ogni fotogramma è curato nei minimi particolari, particolare attenzione al colore, sempre relazionato al contenuto, e all’effetto disturbo, proprio come l’immagine video, e il video è in realtà l’elemento fondante della narrazione. Il montaggio è altrettanto perfetto, e superlativo nei momenti di raccordo fra inquadrature, spesso generati dalla presenza di un oggetto, di un dettaglio, che chiude un’inquadratura e conduce con eleganza verso l’immagine successiva.

The Ring Two è l’apoteosi del digitale, ma di un digitale che si appropria dell’immagine per renderla straordinariamente efficace ed esteticamente bella. E’ l’effetto che dà origine al vero scopo del cinema horror: stabilire un forte rapporto emozionale con lo spettatore, giocando sulla suspance e sulla sottile linea del terrore.

Hideo Nakata ci riesce perfettamente, e dà origine ad uno dei più bei film horror degli ultimi tempi, nonché uno dei primi sequel che non deludono l’accanito spettatore.

Signore e signori sedetevi in poltrona e godetevi lo spettacolo.




permalink | inviato da il 10/4/2005 alle 22:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
UN PASSO NEL 1999: eXistenZ
post pubblicato in Serpenta Film, il 4 aprile 2005


voto: 8
visto in dvd il 3 Aprile 2005

Qual è il confine tra realtà e immaginazione? Quando la realtà virtuale invade il campo del reale devasta e destabilizza la mente umana... Quando il gioco diviene troppo pericoloso e confonde i sensi...



La chiave del film è nel finale; le conclusioni sono lasciate allo spettatore.




permalink | inviato da il 4/4/2005 alle 0:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
post pubblicato in Serpenta Film, il 3 aprile 2005


Sabato 2 Aprile 2005                   THE EYE 2               voto: 6   

 

 

  L’atteso ritorno dei fratelli Pang non graffia abbastanza. Questo secondo film perde la freschezza e l’effetto novità del primo episodio, ma ha comunque il merito di distaccarsi dal trapianto di cornea del primo film, per focalizzarsi sulla nascita, trasformando la bellezza della maternità in un incubo senza fine.

The Eye 2 pone di nuovo al centro del discorso l’occhio, e cioè l’elemento che apre la sfera del visibile, ma si tratta di  una visione malata, inquietante, fatta di spiriti e presenze che rappresentano il difficile legame tra la vita e la morte. L’ipervisione porta alla pazzia, alla disperazione, all’angoscia. Sono reazioni filtrate dallo sguardo malato di Joey e che si proiettano all’interno della sfera emozionale dello spettatore. La tensione cresce di pari passo con la crescita del feto, fino al momento del parto, in cui lo spirito di vita e lo spirito di morte trovano nella fusione la soluzione ad una terribile tragedia. Ma l’atmosfera (seppur tesa) lascia lo spettatore rigido, e poco propenso a calarsi in una situazione già vista, e che si sgretola nel suo eccesso di figure note e ormai divenute punto di partenza di un cinema horror che ha bisogno di rinnovarsi. Una ventata d’aria fresca è portata dal montaggio e dagli effetti visivi, forse i protagonisti indiscussi del film. Un montaggio adrenalinico, veloce, fatto di colpi e contraccolpi, si schianta contro il silenzio delle sequenze più intime, e forse più inquietanti.  Belli, nuovi, e assolutamente amalgamati con la narrazione sono gli effetti digitali, che mirano ad accrescere il clima di tensione che imperversa lungo tutto il percorso filmico. Consideriamo allora The Eye 2 un film sufficiente, e per questo deludente: ci si aspettava molto di più data la bellezza del primo episodio. In un film fatto di fantasmi, forse l’unico fantasma da cui il cinema horror orientale deve liberarsi, è il suo essere diventato troppo monotematico.




permalink | inviato da il 3/4/2005 alle 18:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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